Per la concessione bisogna dichiarare di «ripudiare ogni totalitarismo». L’assessore Rotta: «Correggeremo il regolamento»
«Vuoi un passo carrabile davanti a casa? Se abiti a Verona devi dichiarare di essere antifascista». È diventata un caso la scintilla accesa da Luigi Bellazzi, avvocato non nuovo alle polemiche politiche lanciate con singolare verve, a partire dalle sue mai nascoste simpatie fasciste.
«Il Comune di Verona», scrive Bellazzi in una lettera aperta, «per concedere l’autorizzazione per il passo carrabile, tra planimetrie, titoli di proprietà e adempimenti vari, chiede di sottoscrivere questa dichiarazione: “Dichiaro di riconoscermi nei principi e nei valori fondamentali della Costituzione italiana e dello Statuto comunale, di ripudiare il fascismo e ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso di ogni forma di violenza”».
Una richiesta che, secondo il legale, «nulla ha a che vedere con la disciplina della circolazione o con la tutela del suolo pubblico». Per lui si tratta, semmai, «di una dichiarazione di natura ideologica. Quali che siano le idee di un cittadino è scandaloso consentirgli l’esercizio di un diritto a condizione del ripudio di un’idea politica».
Apriti cielo. Il passo carrabile antifascista era un boccone troppo ghiotto per non sfuggire all’attenzione della trasmissione radiofonica La Zanzara. Ma per comprendere l’origine della vicenda bisogna tornare a maggio 2024, quando il Consiglio comunale approvò – non senza tensioni tra maggioranza e opposizione – la cosiddetta clausola antifascista, una disposizione adottata anche da altri Comuni, tra cui Vicenza, con l’obiettivo di evitare che sale civiche o altri spazi pubblici vengano concessi a soggetti che si richiamano a orientamenti antidemocratici.
La clausola
«Aveva un preciso significato e un obiettivo preventivo, sulla scorta di fatti accaduti sul nostro territorio, come raduni o feste inneggianti al fascismo», spiega Alessia Rotta, oggi assessora al Commercio, che aveva presentato la mozione quand’era consigliera comunale.
Come chiarisce Michele Bertucco, assessore con delega ai tributi, anche la richiesta di un passo carrabile rientra tra le concessioni che riguardano l’utilizzo di uno spazio pubblico, in questo caso la sede stradale. «Essendo stata approvata, la misura si applica a tutta la modulistica relativa alle concessioni di suolo pubblico, inclusi i passi carrabili».
La stessa Rotta, tuttavia, riconosce che l’applicazione della clausola a questo tipo di pratica rappresenta probabilmente un’estensione eccessiva della norma. «Come emerso in questo frangente, l’esplicita richiesta di sottoscrivere la clausola antifascista per la pratica del passo carrabile è sicuramente un’iperbole. Eventualmente correggeremo il regolamento o la sua applicazione».
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