Spielberg e il riciclo della psy-op aliena
Disclosure Day può considerarsi una summa, o forse un riciclo, degli inganni dei quali si è appena detto.
Si parte forse dal primo capitolo di questa psy-op, ovvero la fantomatica caduta di un disco volante nel 1947 a Roswell, nel New Mexico, alla quale sarebbe seguito un insabbiamento governativo pur di tacere al pubblico che era caduto sul suolo americano un velivolo proveniente da un altro pianeta.

Il luogo del cosiddetto “incidente alieno” a Roswell
Molto è stato detto sull’episodio dai vari ufologi che hanno costruito una narrazione durata 80 anni a partire da questo incidente, ma nulla sul fatto che i principali divulgatori di questa tesi, e i cosiddetti testimoni privilegiati, risultavano essere tutti generosamente finanziati dalla famiglia Rockefeller.
I Rockefeller sono i principali mecenati della menzogna aliena, come visto nel caso di Sitchin, ma il loro ruolo è praticamente presente in ogni montatura sugli extraterrestri.
Ad esempio, uno dei cavalli di battaglia della comunità ufologica è quello che ha a che vedere con il fantomatico gruppo Majestic 12, una specie di unità di élite del governo americano che avrebbe avuto la missione di custodire il segreto sugli extraterrestri e di trattare direttamente con loro.
Secondo questo filone, verso gli anni’50, sarebbe stato anche stipulato un trattato tra gli Stati Uniti e gli esponenti di una razza aliena, che avrebbe previsto anche l’uso di tecnologia aliena nelle basi militari americane.
I documenti sono stati divulgati dagli anni’80 in poi, spalmati su una infinità di pagine internet ai tempi dell’alba di internet negli anni’90, senza però precisare che sono stati esaminati più volte e risultano essere falsi.
A incoraggiare la loro diffusione su vasta scala sono sempre stati loro, i Rockefeller, pronti a staccare generosi assegni ai vari divulgatori ufologici a noleggio pur di convincere le masse che c’era stata una “cover-up”, una cospirazione per nascondere, mentre la cospirazione c’è stata, ma per il proposito contrario, quale quello di diffondere il più possibile le bugie sugli extraterrestri.
Ogni divulgatore alieno è sempre legato a tali ambienti, quali quelli dei servizi segreti o delle massonerie che si servono del mestatore di turno per una vasta opera di scristianizzazione delle masse.
Hollywood, governata da occultisti e talmudisti sin dalla sua nascita, serve appunto a questo.
Serve come enorme cassa di risonanza per far risuonare la menzogna, portarla nelle case delle persone di tutto il mondo, che forse si convincono che l’idea dell’esistenza degli extraterrestri e della volontà dei governi di tacere sia effettivamente vera.
La verità è, come visto, nella direzione opposta, ma quello che più rileva in questo momento è la tempistica di questo film.
Il globalismo alla ricerca della crisi “aliena”
Spielberg era da qualche anno che non produceva un film così “ambizioso” sugli alieni, e forse Hollywood ha sentito la necessità di scomodare di nuovo una “grande” firma della cinematografia mondiale pur di riportare al centro dell’attenzione generale gli alieni.
Sono infatti almeno 3 o 4 anni che i mezzi di comunicazione di massa parlano compulsivamente e ossessivamente degli esseri di altri mondi.
E.T. è praticamente ovunque, nella televisione, sui giornali che parlano insistentemente di “dischi volanti” e persino sul sito della Banca d’Inghilterra che ha pubblicato un documento ufficiale nel quale si parla della necessità di prepararsi ad una “invasione aliena”.
C’è certamente da parte dell’establishment la ricerca di una nuova falsa crisi artificiale dopo il fallimento della farsa pandemica, e gli omini verdi, o grigi a seconda delle variazioni, sono sicuramente uno dei piatti forti della governance globale a partire dagli anni’80 in poi.
All’epoca si dava già infatti molto da fare l’ex presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, il quale parlò in ben sei occasioni di come un attacco alieno avrebbe suscitato la necessità di unire il mondo in unico organismo mondiale pur di far fronte al marziano invasore.
L’alieno come nemico ideale perciò per trascinare il mondo verso la tanto desiderata centralizzazione e Reagan quasi nei panni di sceneggiatore fantasma del futuro Independence Day del 1996, nel quale appunto degli alieni invadevano la Terra, e il presidente degli Stati Uniti si metteva a capo di una resistenza mondiale per respingerli.
Blue Beam: la tecnologia per simulare la “invasione aliena”
Se cera una vera minaccia, non era crto quella dell”alieno”, ma quella di quei Paesi e servizi di intelligence che già in quegli anni stavano investendo decine di milioni di dollari sul famigerato progetto Blue Beam.
Blue Beam era ed è una tecnologia che di fatto consente di simulare una invasione aliena.
Attraverso l’uso di sofisficati ologrammi, le varie agenzie di intelligence Occidentali avevano intenzione di mettere in scena uno sciame di dischi volanti e di voci extraterrestri che rieccheggiavano nei cieli pur di portare la popolazione mondiale verso uno stato di panico generale e costringerle ad accettare qualsiasi decisione presa dai vari governi.
Ne parlò per primo un ricercatore canadese, Serge Monast, che pubblicò nei primi anni’90 una ricchissima documentazione, nella quale si parlava esaustivamente di come la massoneria mondiale si radunasse periodicamente a Montreal per prendere le sue decisioni, tra le quali c’era appunto l’utilizzo della tecnologia Blue Beam, sviluppata dalla NASA, per simulare l’attacco dei marziani.

Blue Beam e la simulazione di un “attacco alieno”
L’alieno assolve perciò ad una doppia funzione, una spirituale di graduale accompagnamento verso il mondo dell’occulto, e l’altra politica, legata comunque alla prima, di convincere il mondo che l’extraterrestre è lì fuori e che è necessario un governo mondiale per respingerlo.
Spielberg nel sul film rimette dunque in circolo, ancora una volta, gli stessi depistaggi che si ripetono da più di 50 anni come un eterno ritorno dell’uguale.
Il cineasta, in forte odore di massoneria e accusato di pedofilia sin dai tempi del suo film Poltergeist negli anni’80, è perciò un messaggero di questi ambienti.
Le élite mondialiste sperano così di essere salvate dai marziani, ma purtroppo per loro non si intravedono navicelle da Zeta Reticuli all’orizzonte.
All’orizzonte si profila quello che temevano più di ogni cosa.
Una disgregazione della governance globale e un ritorno della fede.
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