A parte l’ovvia cavolata nell’infografica, qualcuno si domanda come mai ci siano così tanti malati di sclerosi multipla?
No?
Evvabbè. È un peccato perché con i giusti interventi il decorso si potrebbe enormemente rallentare ed in molti casi anche guarire, ma non certo facendo quello che dicono i merdici.
Art. di iltirreno.it/
Sclerosi multipla, a Livorno tre diagnosi al mese: «Ma adesso si può controllare»
Il primario della Neurologia dell’ospedale di Livorno fa il punto sulla malattia: «Colpisce soprattutto tra i 20 e 40 anni, ma vediamo anche forme pediatriche»
LIVORNO. «A Livorno si registrano circa tre nuove diagnosi al mese di sclerosi multipla. Ma oggi, rispetto al passato, la malattia si può controllare». È questo il messaggio che arriva da Gianluca Moscato, primario della Neurologia dell’ospedale di Livorno e coordinatore dei Centri Sclerosi Multipla dell’Asl Toscana nord ovest, nella giornata mondiale dedicata alla malattia.
Dottor Moscato, partiamo dai numeri: quanto è diffusa oggi la sclerosi multipla?
«Nel mondo interessa circa 2,8 milioni di persone, 1,2 milioni in Europa e oltre 140mila in Italia. In Toscana stimiamo circa 8.500 pazienti. Ogni anno, nel nostro Paese, si registrano 3.500 nuove diagnosi, e a Livorno ne vediamo mediamente oltre 30 l’anno, almeno due o tre al mese».
Che tipo di malattia è?
«È una malattia cronica del sistema nervoso centrale ed è una delle principali cause di disabilità neurologica nel giovane adulto. Colpisce soprattutto tra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 30, cioè nel momento della vita in cui si costruiscono progetti familiari e professionali».
Riguarda soltanto i giovani adulti?
«No. Oggi osserviamo sempre più diagnosi anche al di fuori di questa fascia: le forme pediatriche rappresentano circa il 10 per cento dei casi e vediamo anche esordi più tardivi, dopo i 40 anni. Questo è legato soprattutto al miglioramento delle capacità diagnostiche e alla maggiore attenzione verso la malattia».
Perché si sviluppa?
«La causa non è ancora nota, ma sappiamo che si tratta di una malattia autoimmune: il sistema immunitario attacca erroneamente la mielina, la guaina che riveste le fibre nervose. Ne deriva un processo infiammatorio che nel tempo può causare danni neurologici. Entrano in gioco fattori genetici predisponenti e fattori ambientali».
Quali sono i principali fattori di rischio?
«Tra quelli più studiati ci sono l’infezione da virus di Epstein-Barr, il fumo, l’obesità, la carenza di vitamina D, l’abuso di alcol e un’alimentazione particolarmente ricca di zuccheri. È importante chiarire che non si tratta di una malattia ereditaria in senso stretto: può esistere una predisposizione familiare, ma non una trasmissione diretta da genitore a figlio».
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