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    Home»Attualità»La repubblica di Cassibile compie 80 anni tra faide massoniche e delegittimazione elettorale
    Attualità

    La repubblica di Cassibile compie 80 anni tra faide massoniche e delegittimazione elettorale

    2 Giugno 2026Updated:2 Giugno 202613 Mins Read
    La repubblica di Cassibile compie 80 anni tra faide massoniche e delegittimazione elettorale
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    Domani la repubblica di Cassibile si sveglierà e apprenderà di aver appena compiuto 80 anni.

    Una repubblica vecchia, non tanto anagraficamente, quanto internamente, avvizzita, separata dalla realtà sociale e dominata ora come mai dalle varie consorterie che sul finire della seconda guerra mondiale vennero poste al potere dagli angloamericani.

    Cassibile non nacque infatti per volontà degli italiani.

    La propaganda del regime liberal-democratico ama molto ripetere che il referendum del 2 giugno del 1946 fu un sincero momento “democratico” che vide gli italiani esprimersi a favore della repubblica, ma la realtà storica, non raccontata, è molto diversa.

    Ad oggi, ci sono ancora diversi milioni di italiani di regioni allora sotto il controllo della ex Jugoslavia ai quali non fu consentito di poter esprimere il proprio voto.

    I titoli dell’epoca sul referendum del 2 giugno del 1946

    Venne loro detto che avrebbero votato in un secondo momento, circostanza già da sola sufficiente a falsare la consultazione, ma gli italiani di Trieste e del Friuli sono ancora lì ad aspettare dopo 80 anni che qualcuno gli chieda se volevano, o vogliono, davvero la forma repubblicana o monarchica.

    Più di qualcuno, afferma, non a torto, che forse anche oggi il risultato non sarebbe poi così scontato, data la crisi strutturale e di fiducia che affligge le istituzioni repubblicane, mai state così lontane dal popolo italiano e dai suoi bisogni come ora.

    I vari organi di stampa hanno sfornato puntuali dei sondaggi a dir poco preconfezionati secondo i quali gli italiani si esprimerebbero anche ora a favore della repubblica, mentre oggi il risultato sarebbe a dir poco aperto, proprio se si considera che ormai la maggioranza assoluta degli italiani rifiuta l’offerta politica partorita da queste compromesse istituzioni.

    Il declino di Cassibile

    La marcia della repubblica di Cassibile è stata una marcia verso la sfiducia.

    Uno statista di altri tempi come Giulio Andreotti giù all’inizio degli anni’80 intravide un lieve malessere nelle consultazioni elettorali, un crescente moto di sfiducia verso i partiti che però in quegli anni era ancora fenomeno esiziale, poiché i partiti della Prima Repubblica non erano costruiti sul nulla come quelli attuali.

    Il sistema della Prima Repubblica era profondamente legato al territorio, gli elettori erano davvero rappresentati dal loro politico, di qualsiasi partito, che non era un passacarte nominato esclusivamente da poteri sovrastatali o sovranazionali, ma aveva un suo rapporto diretto con il territorio.

    Il tempo della Prima Repubblica è ancora oggi l’unico vero periodo nel quale c’era ancora una vera e propria dimensione politica, smarrita del tutto dopo il golpe giudiziario di Mani Pulite che ha portato alla decadenza odierna.

    Oggi i partiti sono scatole vuote.

    Non hanno più alcun consenso popolare, e il Capo dello Stato ha perduto dopo il 1992 il suo ruolo di garante, ma si è fatto protagonista attivo, spesso il primo a varcare il perimetro costituzionale sul quale lui stesso dovrebbe vigilare, ma ciò è la naturale conseguenza che la politica come tale non esiste più, poiché al suo posto si sono fatte largo le tecnocrazie e i suoi gregari reclutati da club quali il gruppo Bilderberg, il club di Roma, il forum di Davos, e la immancabile massoneria.

    Uno sguardo proprio sulla massoneria può aiutare a capire a che punto è la marcia di Cassibile, e se essa sarà ancora in grado di camminare in questi anni del secolo XXI che hanno spazzato via tutti gli equilibri sui quali tale sistema è stato fondato.

    Affermare che la tanto celebrata, dai suoi ammiratori, carta costituzionale sia espressione dell’incontro di forze massoniche non è qualcosa di provocatorio, ma una semplice costatazione che parte dalla genesi dell’assemblea costituente, nata, come disse proprio Andreotti, da una occupazione militare, senza dimenticare, come detto, che al referendum non parteciparono milioni di italiani e che massicci brogli furono messi in atto per far vincere la repubblica, come voleva in quel momento il governo americano e i poteri che lo gestivano.

    L’elezione dell’assemblea costituente

    Tra le fila dell’assemblea costituente c’erano non pochi massoni, i quali erano stati, giustamente, messi al bando negli anni del fascismo, perché, ad oggi, il governo del fascismo è stato l’unico che intuì che l’esistenza stessa della massoneria mette a repentaglio l’integrità delle istituzioni.

    La massoneria non è lì per fare delle partite di bridge il sabato pomeriggio, ma è lì per infiltrarsi tra i gangli dello Stato, penetrarli pazientemente, fino a spogliare gradualmente lo Stato di tutte le sue tradizionali prerogative giuridiche ed economiche, le quali vanno trasferite altrove, sempre a favore di quelle strutture transnazionali che costituiscono l’essenza della governance globale o repubblica universale coma la chiamano gli stessi massoni.

    Alla caduta del fascismo, era del tutto naturale che la massoneria risorgesse ancora una volta perché l’ambiente ideale per far prosperare le logge è proprio quello della democrazia liberale, il sistema politico che consente il dominio perfetto delle istituzioni che non mettono più al bando la libera muratoria ma la considerano come un’associazione qualunque.

    La rinascita della massoneria e la repubblica in mano alle logge

    Su tale madornale errore, o volontà di non colpire le logge, si fonda la fortuna della massoneria che ha potuto giocare su questa bugia, avallata anche purtroppo da personaggi come Tina Anselmi, ex deputata della DC, che sosteneva che il problema fosse nella massoneria deviata, come se ne esistesse una retta.

    Stesso errore fu commesso dai magistrati che pur iniziarono una inchiesta dirompente quale quella sulle logge segrete su iniziativa del magistrato Agostino Cordova, che non riuscì a portare a termine la sua inchiesta, poiché venne trasferita nella procura di Roma e archiviata dalla moglie di Bruno Vespa, la ineffabile Augusta Iannini.

    Se si considera la vera natura della massoneria, non si può non concludere che sia una società segreta, che non rivela i suoi iscritti, le sue direttive, superiori nella sua ottica a quelle dello Stato, e il suo fine ultimo, ovvero quello appunto di erigere un governo universale, di erodere dall’interno il potere e di favorire una scristianizzazione di massa, data la natura luciferiana di questo gruppo esoterico.

    E’ fuori discussione perciò che la repubblica sia stata creata dalla massoneria, che ha ricevuto un preciso compito dai costruttori di questo sistema, le potenze angloamericane, come quello di essere il tenutario dello stato profondo americano e di eseguire pedissequamente ogni sua direttiva.

    La loggia P2 faceva, o fa, proprio questo.

    Venne creata già dopo il 1870 come uno dei piani superiori della frammassoneria, e venne ricostruita dopo la caduta del fascismo per volontà di Washington che decise di servirsi di questa superloggia per governare l’attività politica e giudiziaria in Italia.

    Il Gran Maestro Licio Gelli, doppiogiochista di professione sin dai tempi della guerra, era in questa ottica un custode al quale il proprietario aveva lasciato le chiavi della repubblica di Cassibile.

    Licio Gelli

    Attraverso la P2, avveniva appunto il controllo eterodiretto dell’Italia, e si eseguiva la volontà di quei poteri atlantici che, ad esempio, decisero che erano maturi i tempi per uccidere l’onorevole Aldo Moro, ormai considerato una intollerabile “minaccia” da uno dei leader della governance come Henry Kissinger, potentissimo segretario di Stato americano.

    Sempre la P2 si assicurava che le inchieste scomode venissero subito sopite, che la strategia della tensione fosse eseguita come richiesto dalle logiche atlantiche, e che l’Italia marciasse nella prigione di Maastricht, spacciata per un paradiso, mentre aveva e ha le fattezze di un inferno di crisi economica, di degrado morale e di una corruzione dilagante che per dimensioni e natura supera enormemente quella della Prima Repubblica, che invece non parassitava, ma lasciava almeno agli italiani benessere economico e sicurezza sociale.

    SI è parlato dell’intervento della P2 anche dopo la sua “scoperta” nei primi anni’80, poiché, secondo diverse fonti istituzionali, la sua presenza ha continuato ad essere attiva e decisiva anche negli anni 2000, ai tempi del governo Berlusconi, iscritto in quella loggia anni prima, che doveva sottostare alla volontà di questo apparato che alla fine lo fece capitolare sui suoi troppi legami economici e finanziari contro il sistema che si proponeva in qualche modo di limitare.

    Nella contemporaneità attuale, il degrado e la corruzione sono arrivati, se possibile, ad un livello ancora maggiore, poiché ormai i partiti, come detto, non esistono più e sono soltanto dediti ad arraffare il più possibile prima che tutto precipiti e si cali il sipario sulla triste storia di una repubblica che ormai ha esaurito la sua funzione.

    La fine degli equilibri atlantici e la guerra massonica

    Nel tempo presente, la repubblica è a dir poco allo sbando, soprattutto è affetta da una crisi strutturale provocata dal venir meno dei punti fermi del passato.

    Cassibile, come detto, è parto angloamericano ma il problema, per l’apparato repubblicano, è che non esiste più l’impero americano e la sua volontà di dominio degli ultimi 80 anni, sostituita da un presidente americano come Donald Trump, in fermo contrasto con l’Euro-Atlantismo e contrario a mantenere il ruolo di guardiano del governo mondiale come invece facevano i suoi precedessori.

    Il 2020 e il suo disperato assalto alla sovranità dell’Italia e di molti altri Paesi nel mondo non ha portato gli esiti disperati, tanto da innescare un processo completamente inverso, che sta portando ad uno smantellamento del globalismo e ad un ritorno delle sovranità nazionali, evidenza riconosciuta persino da un politico fedele all’apparato come Massimo D’Alema.

    Così ogni precedente equilibrio è venuto meno, e la fine del secolo XX non poteva non toccare il tenutario della repubblica di Cassibile quale appunto la massoneria.

    La libera muratoria è la prima forza che è stata investita dalla fine del (dis) ordine globalista.

    Appena fallita la farsa pandemica, sono iniziati i contrasti, le divisioni, culminati nella controversa elezione del 2024 che avrebbe dovuto mettere sul trono del Grande Oriente d’Italia (GOI) il successore del Gran Maestro, Stefano Bisi, che in un primo momento sembrava essere Leo Taroni, fino a quando il risultato elettorale non fu ribaltato per la mancata rimozione del talloncino antifrode sulle schede elettorali, assegnando così lo scettro al discepolo di Bisi, l’attuale Gran Maestro, almeno apparente, Antonio Seminario.

    Da allora, la libera muratoria è in preda alla guerra delle carte bollate.

    Taroni, membro di un importato gruppo massonico come il Rito Scozzese Antico e Accettato, il rito più famigerato della massoneria che altro non è che un cammino di iniziazione satanica, come spiegato da vari ex massoni, si è opposto.

    Leo Taroni

    Il massone ravennate ha deciso di violare una convenzione massonica che vietava rigorosamente la chiamata in causa dei tribunali civili, poiché le questioni massoniche dovrebbero risolversi all’interno delle logge, ma il libero muratore evidentemente sa che il clan che gestisce il GOI, lo vuole fuori.

    La situazione è ancora sospesa in un limbo dal 2024, fino a quando Seminario ha provato attraverso una sua nuova delibera a indire nuove elezioni, ma il tribunale di Roma lo ha fermato ancora una volta nei giorni scorsi sostenendo che il GOI ormai dovesse aspettare l’esito del ricorso di Taroni, che nel frattempo ha portato dalla sua parte la terza obbedienza massonica italiana, la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI), fondata dall’ex Gran Maestro del GOI, Giuliano Di Bernardo, dopo che questi decise di lasciare palazzo Giustiniani dopo il 1993.

    Ci sono dunque tre forze in campo e due schieramenti che vedono contrapposti da un lato, il Grande Oriente d’Italia, e dall’altro la Gran Loggia Regolare d’Italia alleata del Rito Scozzese Antico e Accettato di Taroni.

    C’è poi l’altra obbedienza, quella storica che aveva sede in piazza del Gesù, ovvero la Gran Loggia d’Italia, dilaniata a sua volta da un altro scisma che ha visto nel 2023 i ricorrenti espulsi da questa obbedienza vincere un ricorso ancora una volta presso il tribunale di Roma, e tornata al centro delle cronache recenti per via di una sordida storia di ricatti nei confronti di un massone di questa loggia, il politico 34enne di Fdi, Tommaso Cocci.

    Gli scismi sono certamente parte della storia della massoneria, e se si vuole iniziare a risalire alla prima vera guerra massonica d’Italia si deve tornare indietro ai primi anni del secolo scorso, quando nel 1908 alcuni massoni dissidenti decisero di lasciare il GOI per formare un loro rito divenuto appunto quello citato degli ex di piazza del Gesù, ovvero la citata Gran Loggia d’Italia.

    C’erano stati già negli anni precedenti gravi contrasti in seno alla massoneria italiana dopo che il primo leader della libera muratoria italiana, Adriano Lemmi, era riuscito a salire ai vertici dei grembiulini italiani attraverso una lunga serie di tangenti versate a destra e manca, e in virtù dell’appoggio di cui godeva presso la massoneria ebraica del B’nai B’rith, senza trascurare anche la sua appartenenza al rito segreto palladiano di Charleston, al quale era iscritto un altro potente massone come Albert Pike.

    L’epoca del dominio di Lemmi (al centro) tra il 1885 e il 1895. Notare il motto sopra di lui.

    I massoni parlano di “libertà, fraternità e uguaglianza” ma non ci pensano due volte a pestarsi i piedi per avere gli scranni a cui ambiscono, guidati come sono dalla loro smisurata voglia del potere per il potere e dalla loro volontà di seminare il culto luciferiano in Italia e nel mondo.

    Gli anni dei primi scismi sono comunque diversi da quelli attuali, perché sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, la massoneria italiana poteva contare sempre sulla protezione della casa madre angloamericana, che oggi invece si trova a sua volta depotenziata e poco può fare per placare le dispute dei fratelli italiani.

    La casa madre della United Grand Lodge of England aveva dopo il 1993 assegnato un riconoscimento formale alla GLRI, fino a quando, in violazione delle sue stesse regole, la massoneria inglese nel 2023 ha riconosciuto anche il GOI, nel tentativo forse di placare i contrasti in seno alle logge italiane che invece si sono acuiti ancora di più.

    Attualmente si è entrati nella fase del tutto contro tutti.

    L’uno non riconosce più l’altro.

    I grembiulini italiani si azzuffano in tribunale e si scambiano nemmeno troppo velate minacce di morte, forse culminate in quella serie di presunti “suicidi” che si stanno verificando sempre più regolarmente proprio da quando è iniziato lo scontro in seno alla massoneria italiana.

    Taroni ha persino presentato una denuncia contro alcune logge segrete che farebbero capo alla massoneria maltese, un altro campo minato che può portare all’apertura di altri cassetti che a loro volta potrebbero contenere altri ingombranti segreti custoditi da tutte le obbedienze massoniche coinvolte in questo scontro sempre più duro.

    L’implosione della massoneria italiana può essere considerata la perfetta cartina di tornasole della repubblica di Cassibile.

    La caduta dei garanti di questo sistema ha portato alle faide tra i vari massoni che cercano di impossessarsi dell’enorme patrimonio custodito da palazzo Giustiniani, pari almeno a 300 milioni di euro.

    Se ormai la guerra tra bande è diventata così viscerale, appare chiaro che le fragili istituzioni repubblicane, svuotate e prive di consenso, saranno destinate ad uscire presto dalla storia.

    Sono 80 anni di storia, ma le certezze che si possa arrivare agli 85 o anche meno sono davvero poche.

    Sul compleanno cupo di un sistema debole e in guerra con sé stesso, aleggiano mai attuali come ora le parole di San Pio.

    I tempi per l’uscita dalla storia di Cassibile sono più che maturi.

    Fonte: https://www.lacrunadellago.net/la-repubblica-di-cassibile-compie-80-anni-tra-faide-massoniche-e-delegittimazione-elettorale/


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