Nella terminologia dei sismi, quello che è accaduto in Venezuela viene definito come un “doppietto sismico”, un evento che provoca due scosse consecutive di terremoto, dove la seconda è più forte della prima.
Secondo i vari sismologi, è un evento di una rarità quasi unica, particolarmente devastante perché a differenza del sisma canonico seguito dalle scosse di assestamento, c’è subito un’altra scarica sismica che provoca ancora più danni alle strutture e alle persone del primo evento sismico.
Se si considera che nella scorsa settimana altri forti eventi sismici si sono verificati tutti a brevi giorni di distanza in California, e in altri Paesi dell’America Latina, come il Nicaragua, investito da un altro fortissimo terremoto, le anomalie diventano ancora più vistose.

Il disastro del terremoto in Venezuela
Ci si interroga così se ci sia stata una naturale, ma molto rara, catena di fortissimi eventi sismici, oppure se ci sia un’altra spiegazione a questa serie di devastanti terremoti, provocati forse da tecnologie in grado di scatenare ciò che 60 o 70 anni fa avrebbe fatto parte della categoria della fantascienza?
Gli organi di stampa vivono nella condizione della dissonanza cognitiva, e in tale stato si deve negare ostinatamente e pervicacemente che la tecnologia ormai abbia raggiunto dei livelli così avanzati da consentire la manipolazione climatica.
Spesso però gli stessi media entrano in un corto circuito quando, da un lato, ad esempio, si ostinano a negare il fenomeno delle scie chimiche, mentre, dall’altro, affermano che queste non solo esisterebbero, ma sarebbero in grado di risolvere molti problemi relativi ai cosiddetti cambiamenti climatici.
Forse questa contraddizione scaturisce dal fatto che ormai il fenomeno delle scie chimiche è divenuto così vasto ed esteso che non si può più continuare a negarlo, ma si deve invece cercare di sdoganarlo, di far credere all’opinione pubblica che in fondo la scia chimica sì, esiste, ma può risolvere delle anomalie provocate dalla stessa irrorazione dei cieli, negata ancora dai governi europei, mentre negli Stati Uniti se ne ammette l’esistenza.
Le origini delle chemtrails
Se si scavasse più a fondo, verrebbero fuori dei “reperti” dimenticati, servizi televisivi come quelli della TV pubblica nel programma Voyager sulle scie chimiche che 20 anni fa si potevano ancora trasmettere, mentre oggi sarebbero derubricati a tutti gli effetti come materiale “proibito”.
Il fenomeno delle scie stava già in quegli anni diventando sempre più visibile, anche agli occhi di quelle persone che si sono rese conto che nel cielo non c’erano più solo le normali scie di condensa che gli aerei rilasciano a determinate altitudini.
Già allora facevano la loro comparsa altre scie, appunto le scie chimiche, che restavano lì per ore, persistenti, rilasciate da aerei militari che decollano da basi NATO.

Un cielo ricoperto di scie chimiche
Se ne iniziava a parlare in quel tempo persino nelle aule del Parlamento italiano.
Ai tempi del secondo governo Berlusconi infatti, iniziano ad essere prodotte nelle aule del Parlamento le prime interrogazioni parlamentari, come quella, ad esempio, dell’onorevole Sandi, inizialmente deputato dell’Ulivo, passato poi al centrodestra, che rivolse queste domande al governo del cavaliere.
“Sono pervenute numerose segnalazioni da parte di singoli cittadini, associazioni specializzate e organi di stampa circa il fatto che nel nostro spazio aereo operano velivoli che rilasciano scie persistenti di natura sconosciuta, cosiddette chemtrails, cui segue un cambiamento nelle condizioni del cielo, con la formazione di nuvole, generalmente di tipo a strato; le poche spiegazioni ufficiali, non sempre convincenti, spiegano il fenomeno come risultato dello scarico di carburante da parte delle aviocisterne KC-135 e KC-10, che le chemtrails sono semplici pesticidi oppure le normali scie di condensazione; parte della opinione pubblica si chiede invece se le scie chimiche siano collegate con alcune malattie e in particolare con l’elevata incidenza dei tumori come nel caso della vallata Feltrina che ha il maggior numero dei malati di tumore (34,5 per cento mortalità maschile e 23,3 per cento femminile) in tutta Italia.”
Alla interrogazione presentata dall’onorevole Sandi ne fece seguito una altrettanto interessante depositata assieme all’onorevole Ruzzardi, che assieme al suo collega rileva come ad ogni rilascio di tali scie si riscontrino dei metalli pesanti, soprattutto nelle acque piovane che, per definizione, dovrebbero essere pure.
“Sono rilevabili a quote diverse nel nostro spazio aereo scie persistenti di natura non determinata, denominate dagli organi di stampa e da associazioni specializzate con il termine di chemtrails;
sulla base di osservazioni dirette riportate anche dagli organi di stampa l’evoluzione di tali scie determinerebbe anche cambiamenti nelle condizioni del cielo con la formazione di strati nuvolosi o di piccoli nembi; non appare univocamente definita la natura e l’origine di tali scie dove comunque sono rivelabili tracce di silicio e metalli di altra natura con la possibilità di produrre effetti sui sistemi di comunicazione e controllo a fini militari e di difesa; secondo ricerche condotte da vari soggetti privati non sono da escludere pericoli per l’ambiente e conseguenze sulla stessa salute delle persone; la presenza delle scie chimiche e la loro concentrazione appare inoltre significatamene correlata all’intensificazione del traffico aereo con valori più elevati in prossimità dei grandi aeroporti -:se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio, per la parte di competenza di ciascun dicastero direttamente o attraverso ricerche affidate a soggetti specializzati; se siano già in possesso dei dicasteri interessati, ciascuno per la parte di competenza, dati o ipotesi che possono in qualche modo far luce sul fenomeno;se in particolare il Ministro della difesa sia in possesso di elementi raccolti direttamente o indirettamente sul fenomeno sopra descritto. (3-02792).”
Gli accordi per la manipolazione del clima
Il governo Berlusconi nega la questione, così come i suoi successori poiché la geoingegneria è un territorio proibito, nel quale i membri della NATO non possono addentrarsi, pena rivelare la serie di esprimenti che sono in corso almeno dagli anni’90 sul territorio italiano.
Nonostante le dichiarazioni ufficiali neghino quindi qualsiasi esperimento di manipolazione del clima, lo stesso accordo firmato dal governo di centrodestra nel 2003 smentisce clamorosamente tutti gli esecutivi che si trincerano dietro la linea “negazionista”.
A pagina 38 di tale accordo firmato con l’allora amministrazione Bush, viene scritto, a scanso di equivoci, che Italia e Stati Uniti si impegnano per “la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2”.
Gli accordi per la manipolazione del clima non sono perciò il frutto di una speculazione, ma quanto scritto su carta attraverso la ratifica di trattati internazionali che sono stati firmati e hanno sicuramente portato i vari governi negli ultimi 25 anni a spendere dei fondi pubblici che spesso nemmeno vengono dichiarati al Parlamento.
Quello della geoingegegneria è un territorio chiaramente semi-clandestino che se venisse portato completamente alla superficie, rivelerebbe molte irregolarità e illegalità commesse da tutti gli esecutivi degli ultimi due decenni, i quali hanno autorizzato tali esperimenti e il passaggio frequente sui cieli di aerei militari, responsabili del rilascio delle citate chemtrails.
HAARP: la vera arma climatica?
Voyager nel suo servizio però evocava uno scenario ancora più inquietante, quale la possibilità che oltre alla manipolazione climatica tramite le scie chimiche, ci fosse anche la reale possibilità di provocare dei sismi a comando.
In questi giorni, i soliti siti del cosiddetto “debunking”, fenomeno finanziato lautamente da vari servizi di intelligence e istituti che fanno capo al solito George Soros, si sono impegnati, come un sol uomo, a negare qualsiasi possibilità di una correlazione tra i tre grandi sismi occorsi in America, spinti probabilmente dalle sempre più frequenti ricerche del pubblico sulla facoltà di creare dei sismi artificiali.
Se esiste una tecnologia che più si avvicina a questa possibilità, quella è certamente HAARP.

Installazione di antenne HAARP
La storia di HAARP inizia già negli anni’90 quando il senatore americano Ted Stevens, il suo padre putativo vicino alla famiglia Rockefeller, si impegnò subito in prima persona per raccogliere i fondi necessari per lanciare il progetto.
Ufficialmente, HAARP ha a che fare con l’installazione di potenti antenne radio in grado di migliorare le comunicazioni militari, ma i suoi scopi vanno molto oltre questa possibilità, e una descrizione di questi si può leggere in una relazione parlamentare presentata nel 1999 dalla eurodeputata socialdemocratica svedese, Maj Britt Theorin, che descrisse così le reali implicazioni del progetto.
“HAARP è un progetto di ricerca in cui, attraverso impianti basati a terra e una serie di antenne, ciascuna alimentata da un proprio trasmettitore, si riscaldano con potenti onde radio parti della ionosfera. L’energia così generata riscalda talune parti della ionosfera provocando buchi e lenti artificiali. HAARP può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell’atmosfera si diventa in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. Attraverso HAARP è possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. L’energia può anche essere indirizzata verso un obiettivo mobile, per cui si potrebbe applicare anche contro i missili del nemico. Il progetto consente anche di migliorare le comunicazioni con i sommergibili e di manipolare la situazione meteorologica globale.”
Accumulare dunque l’energia fino a scatenare una potenza così devastante che, secondo diversi scienziati, sarebbe in grado di provocare dei terremoti.
I vari fisici conoscono il progetto, sono informati delle sue devastanti capacità, ma sono pochissimi quelli che decidono di scrivere delle pubblicazioni al riguardo nel timore che gli istituti universitari presso i quali i vari ricercatori sono operativi, possano essere prontamente stroncati dalla cosiddetta “comunità scientifica”, una espressione dietro la quale si celano in realtà degli scienziati a libro paga di potenti multinazionali Occidentali.
Uno dei pochi fisici a scrivere una pubblicazione su come HAARP sia in grado di provocare dei terremoti è stato il brasiliano Fran de Aquino, al quale ha fatto seguito il fisico italiano, Corrado Penna, il quale spiegò come il MUOS di Niscemi, sia fondato sulla stessa tecnologia di HAARP, e sia in grado di scatenare dei sismi.
Studi proibiti, scienziati “innominati”, e persino militari in forza alla NATO come il generale Fabio Mini che anni addietro rilasciò una interessantissima intervista sul tema, nella quale faceva delle dichiarazioni molto precise sui sismi artificiali.
“Intervistatrice: Quindi io posso con le… mi scusi se la interrompo: quindi io posso con un’esplosione, un esperimento, creare un sisma anche in qualche modo voluto.
Gen. Mini: Ma assolutamente vero, nel senso che questo non è ormai una fantasia o una illazione, sono cose ormai che sono tecnicamente e scientificamente provate. Quello che manca è la prova che qualcuno deliberatamente lo abbia già fatto, però se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che ci sono nella crosta terrestre e si può immaginare che se uno agisce in un punto, per esempio in mezzo al pacifico con una esplosione controllata nucleare o anche soltanto non nucleare o anche soltanto convenzionale, bene il riverbero delle onde sismiche che produce questa esplosione può arrivare e alimentare e provocare addirittura lo tsunami; ma adesso lo tsumani è una forma così che tutti quanti conoscono ma i terremoti in genere possono essere in questo senso…
Intervistatrice: Ecco scusi, io la interrompo sempre perché… negli ultimi anni io ho fatto delle ricerche e ho sempre visto proprio facendo delle tabelle di raffronto che dove c’erano state delle esplosioni sotterranee, io ho seguito anche alcune esplosioni che venivano fatte dai francesi nel Sahara, poi Mururoa, poi in India e in Pakistan, poi a breve distanza venivano fuori dei terremoti quindi a volte erano sperimentazioni quindi si può anche pensare che si possano creare al di là dei terremoti anche dei sisma, anche delle frane, delle valanghe, delle inondazioni, cioè degli scienziati in questo caso molto bravi ma in negativo possono in qualche modo condizionare l’ambiente e quindi l’economia anche di un Paese.
Gen. Mini: Ma assolutamente sì cioè questa è una capacità tecnica, tecnico operativa, che esiste.”
Il dialogo tra l’intervistatrice e il generale è quasi catartico.
Mini è un uomo che ha lavorato ai massimi vertici del Patto Atlantico, conosce programmi, esperimenti e scienziati al servizio della NATO che hanno con ogni probabilità eseguito gli esperimenti dei quali lui parla.
Il fatto che si possano provocare i terremoti viene considerato come assodato, una reale possibilità scientifica al servizio di vari governi che possono disporre di questa tecnologia che, come fa notare la giornalista che dialoga con Mini, può essere utilizzata per colpire un Paese giudicato “ostile” da coloro che ne dispongono, e non è facile immagine chi finisca puntualmente sulla lista nera della NATO.
Il generale saggiamente afferma che manca la prova che qualcuno si sia servito di tali strumenti per colpire un determinato Paese, ma la giornalista, ancora più saggiamente, gli risponde che se si vanno a vedere determinati fenomeni, come esplosioni di vario tipo provocate dalle forze armate di un determinato Paese, è possibile risalire al “mandante”, per così dire, dell’evento sismico che occorre nelle prossimità di quelle deflagrazioni.
Il dubbio che sia possibile provocare dei grandi sismi a comando non c’è quindi più, e si potrebbe notare la singolare coincidenza riscontrata in seguito alle dichiarazioni del 2023 del ministro del ministro dell’Interno del governo turco, Soleyman Soylu, rivolte contro la NATO, dopo le quali la Turchia fu colpita da un terremoto devastante.
A parlare della ipotesi di un terremoto scatenato da tecnologia militare fu in quell’occasione non un osservatore comune, ma il capo dell’agenzia spaziale turca, Serdar Hussein Yildirim.
Yildirim spiegò come dei satelliti contenenti delle sbarre di metallo venissero fatti cadere sulla Terra così da penetrare il sottosuolo per diversi chilometri di profondità e causare dei devastanti sismi.
Il primo a parlare della capacità di controllare il clima dallo spazio è stato alla fine degli anni’50 il senatore democratico Lyndon Johnson, divenuto poi presidente dopo l’omicidio di JFK.
Sono passati quasi 70 anni da allora e la tecnologia ha fatto dei balzi da gigante, così spaventosi dal poter creare eventi climatici devastanti superiori in diversi casi ai danni provocati da un bombardamento aereo.
La geoingegneria è dunque una tremenda realtà, e determinati apparati la stanno usando per finalità terroristiche.
La necessità di un trattato internazionale per metterla al bando è più attuale che mai.
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