Uno dei luoghi che custodiscono la maestosità della religione cattolica.
Notre Dame de Paris, un capolavoro dell’arte gotica medievale che ha richiesto secoli per essere portato a compimento, risultato della devozione e del genio di uomini che purtroppo nei secoli di “luce” del modernismo sono diventati sempre più rari.
Lì, il 15 aprile del 2019, si scatena un enorme rogo.
Altissime fiamme avvolgono il monumento dal tetto fino all’estremità.
Appena presa la notizia di un possibile crollo della maestosa cattedrale, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, era molto livido in volto, quasi rabbioso, a testimonianza che il comandante in capo americano sapeva molto bene che qualcosa di grave era accaduto, e che non era da imputarsi ad una mera fatalità.
Trump commenta la notizia del rogo di Notre Dame
Notre Dame è forse uno degli edifici storici più sorvegliati al mondo.
Esistono dei rigidi protocolli di sorveglianza per questi siti, che, se attuati, rendono praticamente impossibile non solo la propagazione di un incendio, ma anche un qualsiasi tentativo da parte di malintenzionati di danneggiare le parti dell’edificio o di rubare reperti artistici di immenso valore.
Notre Dame era appunto uno di quei luoghi dove nulla di quello che si vide nell’aprile del 2019 avrebbe dovuto vedersi.
Il restauro dell’impianto elettrico e l’incendio “impossibile”
A spiegarlo fu una voce che forse è la più autorevole di tutte al riguardo, quale quella dell’architetto che diresse i lavori di restauro della cattedrale nel 2010, ovvero Benjamin Mounot.
Mounot fu intervistato all’epoca dei fatti dalle televisioni francesi, e si dichiarò subito estremamente sorpreso della vastità dell’incendio e della capacità delle fiamme di bruciare un legno di quercia che ha più di 800 anni.
L’intervista dell’architetto di Notre Dame, Benjamin Mouton
L’architetto definisce estremamente “difficile” riuscire a bruciare un legno così antico, e si può avere una idea della difficoltà attraverso una serie di dimostrazioni pratiche eseguite con legni di quercia ben più giovani, sottoposti alla sollecitazione di potenti bruciatori, i quali sono stati appena in grado di annerire la superficie del legno.
Ci vuole qualcosa di molto più potente per riuscire nell’impresa, una propagazione, come spiega l’architetto, generata da un potente innesco, come può essere la benzina, o comunque un combustibile capace di dare alle fiamme quella potenza necessaria per propagarsi velocemente e devastare un legno altrimenti molto difficile da consumare.
A Notre Dame, le autorità francesi sembrano già essere state instradate su un percorso che le porta ad inchiesta nemmeno iniziata a scartare subito l’ipotesi dell’incendio doloso, e di una operazione terroristica che aveva come obiettivo quello di colpire un luogo simbolo della cristianità mondiale.
Le autorità danno la colpa ad una sigaretta
La magistratura ha partorito una “spiegazione” che è un insulto all’intelligenza, e che soltanto degli squalificati organi di stampa potevano avallare senza battere ciglio.
A generare quell’inferno sarebbe stata una sigaretta oppure un malfunzionamento dell’impianto elettrico che sarebbe andato in fiamme dopo un corto circuito.
Sono due ipotesi a dir poco risibili, facilmente smentibili dalle considerazioni di autorevoli esperti come il citato Mounot, il quale spiegò come l’impianto elettrico fu sottoposto a ingenti lavori di aggiornamento, tali da renderlo molto sofisticato, a prova anche di piccoli malfunzionamenti, senza contare che l’impianto era in grado di individuare rapidamente una eventuale propagazione di fumo.
Che una sigaretta inoltre sia stata accesa in una zona dove vige un severo divieto di fumo è surreale, ma lo è ancora di più l’assurda ipotesi che sia stata in grado di scatenare un potentissimo incendio come quello che ha mandato in rovina larga parte della cattedrale.
Un altro addetto dei lavori della cattedrale come Nicolas Gueury, che si è occupato della elettrificazione delle campane, ha definito impossibile l’ipotesi che l’incendio possa essere partito dalle guglie, poiché la sicurezza era ai massimi livelli, quasi triplicata rispetto agli standard necessari.
Mouton si è espresso allo stesso modo al riguardo.
L’architetto della restaurazione di Notre Dame ha spiegato come nella cattedrale ci fossero in via permanente delle persone che sorvegliavano il luogo giorno e notte.
La cattedrale era estremamente protetta ed è impossibile che la sicurezza sia evaporata nel nulla, così come lo è la citata surreale teoria della sigaretta o del corto circuito capace di sprigionare delle fiamme che solo un potentissimo innesco poteva generare.
Un attacco terroristico contro la cattedrale
C’è chiaramente un’altra verità che riguarda l’incendio di Notre Dame, ed è quella che riguarda la premeditazione di un attacco terroristico contro il gioiello dell’arte gotica francese.
Ne parlò, tra gli altri, l’ex agente della CIA, Robert Steele, il quale disse all’epoca che una serie di inquietanti fatti si verificarono subito dopo l’incendio.

Ci fu un chiaro ritardo nell’arrivo dei soccorsi, così come fu impedito di usare gli aerei Canadair per spegnere le fiamme.
Sul posto erano giunti anche degli agenti dell’intelligence canadesi ai quali fu però negato l’accesso.
C’erano anche altri fatti che facevano pensare ad una massiccia operazione messa in atto dall’intelligence francese.
Secondo Steele, c’erano almeno due persone sul posto che sono state uccise.
Entrambe erano state colpite da due colpi di pistola, sparati da qualcuno che evidentemente riteneva queste due persone come scomodi testimoni in grado di spazzare via la ridicola narrazione della fatalità causata dalla sigaretta o dal corto circuito di un impianto che, come detto, era semplicemente provetto.
Notre Dame de Paris è stata al centro di una operazione che solo apparati di alto livello dei servizi francesi potevano mettere in atto, non differentemente da quanto si era visto negli anni precedenti nella notte del Bataclan, ad esempio, quando squadre di attentatori dell’ISIS, formazione terroristica gestita dal Mossad, si attivarono ed ebbero la libertà di eseguire una serie di attentati terroristici senza che la polizia muovesse un dito.
Al Bataclan, si ricorderà, ci fu una mattanza durata ore.
Vennero eviscerate e castrate diverse persone nel corso di un macabro massacro le cui proporzioni mai sono state raccontate dagli organi di stampa, che si premurarono anche di occultare il fatto che il proprietario del Bataclan era, “incidentalmente”, un esponente di lunga data del sionismo in Francia.
La Francia sotto occupazione massonica: la guerra alla cristianità
C’era e c’è un attacco anticristiano in Francia eseguito da membri dell’intelligence francese, nelle mani di quella israeliana, e da potentissimi ambienti massonici che si sono impadroniti del Paese da molto tempo.
La Francia rivoluzionaria si risveglia e fa fatica a riconoscersi.
Nel Paese pullulano gli attacchi alle chiese eseguiti da islamisti vari ai quali è stata concessa la generosa protezione dei servizi dietro la regia dei soliti ambienti sionisti, i quali ci tengono molto ad alimentare lo scontro tra Islam ed Europa nell’ottica di spingere il continente europeo a sostenere il piano di espansione territoriale della Grande Israele, ossessioni dei vari sionisti messianici.
Sorprende poco perciò apprendere che in tale degenerazione della Francia, una loggia massonica di nome Athanor, appartenente alla Grande Loggia di Francia (GLDF), una delle obbedienze più importanti nel Paese, assieme al Grande Oriente di Francia, si fosse dotata di sicari per uccidere i vari avversari della loggia in questione.

La sede della Grande loggia di Francia, a Parigi
Né gli organi di stampa francesi né tantomeno quelli italiani hanno chiamato in causa la GLDF, che incredibilmente non sapeva cosa facesse una loggia che ad essa rispondeva, ma qui ci si ritrova di fronte alla solita e irrisolta questione della massoneria “regolare” contro quella irregolare.
Una distinzione a dir poco speciosa, che fa molto comodo ai difensori della frammassoneria per consentire alla libera muratoria di continuare ad esistere dietro il pretesto che essa non è “clandestina”, nonostante non siano noti i suoi membri, coperti e non, le sue direttive, spesso in contrasto con le leggi nazionali, e i suoi capi, poiché esistono oltre al 33° grado dei signori occulti delle logge, come testimonia l’inchiesta, soppressa, del compianto procuratore di Palmi, Agostino Cordova.
Se si pensa di risolvere dunque il problema massonico adottando tale fittizia distinzione, o si è tremendamente ingenui oppure si hanno degli interessi che vogliono che la massoneria e le sue trame eversive proseguano indisturbate.
La Francia si trova in tale milieu.
Il rogo di Notre Dame è il diretto risultato di un lungo processo di contaminazione delle sue istituzioni politiche, nelle mani di massoni e acerrimi nemici della religione cristiana, come ha confermato, tra gli altri, un ex massone francese pentito, Serge Gallardo, che è uscito dalle logge una volta appreso che la frammassoneria non è altro che una setta di natura luciferiana.
Emmanuel Macron e i riti satanici a Notre Dame
Secondo il giornalista francese Nicolas Stoquer, c’è inoltre un aspetto più inquietante da considerare sulla matrice, certamente anticristiana, che ha prodotto il rogo di Notre Dame.
Stoquer fornisce una interessantissima e vitale testimonianza che gli giunge da un alto magistrato francese, il quale a sua volta ha ricevuto una testimonianza da parte di una restauratrice che ha partecipato ai lavori di ricostruzione della cattedrale.
La donna aveva accesso libero alla cattedrale.
Una sera, la restauratrice aveva dimenticato della documentazione sui lavori in corso, e fa ritorno a Notre Dame per prendere quei fogli, quando, una volta aperta la porta, si trova di fronte ai suoi occhi una scena a dir poco surreale.
Di fronte a lei, c’è un gruppo di uomini vestiti con dei lunghi abiti rituali, non molto differenti da quelli indossati, ad esempio, da quel gruppo di “buontemponi”, come li ha definiti la stampa, che si erano riuniti ai piedi della statua di Shiva nel CERN per eseguire un rito satanico.
Su quel gruppo di figure si stagliava un alone di luce, e al centro c’era proprio lui, il presidente francese Emmanuel Macron, impegnato apparentemente a dirigere una cerimonia occulta in un luogo simbolo della cristianità.

Macron in abiti neri circondato da altre figure vestiti in abiti rituali (immagine elaborata con l’IA)
Una cerimonia che aveva con ogni probabilità l’intenzione di dissacrare la nuova Notre Dame, e se si guarda al lavoro fatto dai restauratori se ne comprende meglio il perché.
Le magnifiche vetrate adornate da figure geometriche sono sparite.
Al loro posto, ci sono dei disegni di tipo woke, nei quali si vedono delle figure che assomigliano molto ai tanto celebrati migranti, divenuti il “popolo eletto” dell’Unione europea e del non compianto Jorge Mario Bergoglio che ne parlò centinaia di volte nel corso del suo pontificato.
L’incendio del 2019 assume così ancora di più i contorni di una operazione di stampo chiaramente massonico che si è proposta sin dal principio di abbattere la cattedrale che incarnava lo spirito della fede cattolica per sostituirla invece con un sito ecumenico nel quale la croce passa in secondo piano e dove l’atmosfera è praticamente asettica, più vicina agli eterei luoghi di culto della New Age o della setta esoterica di Scientology.
Macron: l’uomo costruito dalla famiglia Rothschild
Se questo era chiaramente il fine ultimo di tale attacco terroristico, non si può non prendere in considerazione ancora una volta la figura dell’uomo che l’ha permessa e dell’uomo che si trovava, secondo Stoquer, al centro di un rito satanico nella nuova Notre Dame de Paris, ovvero Emmanuel Macron.
Macron è l’uomo del mistero.
La sua ascesa è stata fulminea, improvvisa, ma soprattutto preparata meticolosamente da potenti ambienti quando il giovane Macron aveva solo 14 anni e studiava nel liceo La Providence di Amiens, laddove fu abusato da Jean Michel Trogneux, che all’epoca aveva già assunto la falsa identità di Brigitte Trogneux.
Brigitte è la vera chiave per comprendere chi e perché ha costruito nel giro di brevissimo tempo la fortuna di Macron.
Brigitte è colei che era ed è vicinissima al ramo francese dei Rothschild, veri signori della politica in Francia, senza i quali è estremamente arduo salire all’Eliseo e diventare il presidente della repubblica francese.
Sono i Rothschild che permettono al giovane Macron di entrare a lavorare per la loro banca, nonostante Macron venisse descritto come un incompetente assoluto in materia finanziaria, una realtà che alla famiglia originaria di Francoforte interessava poco evidentemente poiché mossa da altri fini.
Verso la fine degli anni 2000, sembra essere tutto già quasi pronto.
Macron è stato messo sotto l’ala protettrice dell’uomo che sussurra ai presidenti francesi, quel Jacques Attali, politologo di origini ebraiche, che ha in mano le chiavi dell’Eliseo dai tempi di Mitterand ad oggi.

Attali porta Macron nell’alveo del club Bilderberg, quel circolo globalista di alto livello che ha avuto per molti anni in mano le sorti della politica mondiale, nel quale è impossibile entrare senza essere stati prima iniziati in massoneria e senza trovarsi ad un grado alto della setta massonica.
Il giovane Macron diventa ministro dell’Economia per la presidenza di François Hollande nel 2014 a soli 36 anni, ma i signori del Bilderberg e soprattutto i Rothschild avevano già deciso tempo prima che il falso homo novus della Francia sarebbe dovuto entrare all’Eliseo per dare la spinta definitiva verso gli Stati Uniti d’Europa e rimuovere qualsiasi residuo dell’identità cristiana in Francia.
Emmanuel Macron è stato, ed è, quindi il risultato di un esperimento preparato con cura dagli ambienti finanziari e massonici che gli hanno permesso di diventare presidente della Francia, senza i quali l’ex studente de La Providence non avrebbe fatto molta strada.
Non deve sorprendere che il presidente della Francia sia un adepto di questi ambienti esoterici e satanici.
Si tratta della naturale conseguenza di quei circoli che hanno costruito l’ascesa di Macron.
Ci sono però dei segnali che mostrano chiaramente come anche il sistema politico francese sia entrato in una sorta di zona crepuscolare.
La cosiddetta macronie non è mai stata così impopolare come oggi, e c’è stato un interminabile valzer di primi ministri al governo che forse ancora non è finito.
C’è malcontento e distacco in Francia verso un presidente avulso dai bisogni del popolo, lontano dalle esigenze di chi non riesce più a fare i conti con l’austerità imposta dall’euro e con il dilagare dei crimini dei migranti, ai quali è stata anche concessa la cittadinanza attraverso il suicida ius soli.
C’è però soprattutto un elemento che fa particolarmente paura a Macron, alla massonerie e alla famiglia Rothschild.
Si registra in Francia un ritorno della fede come non lo si vedeva da molto tempo.
Sembra che continuino a moltiplicarsi i segnali della fine del liberalismo e di quelle forze anticristiane che hanno precipitato la Francia e l’Europa in un periodo di lunga decadenza.
Macron stesso sembra esserne consapevole.
Macron stesso sembra sapere che la sua epoca e i suoi garanti hanno perduto il potere assoluto di un tempo.
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