Il Tar dell’Emilia-Romagna annulla il provvedimento Bologna Città 30: i tassisti vincono il ricorso contro le zone a 30 km/h
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna aveva introdotto le zone a 30 km/h, note come Città 30. Il ricorso era stato presentato da alcuni tassisti locali, sostenuti anche da Fratelli d’Italia, che contestavano l’adozione generalizzata dei nuovi limiti di velocità. La sentenza ha annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone a 30 km/h, pur lasciando spazio a eventuali nuovi provvedimenti del Comune.
Il giudice ha rilevato che le ordinanze erano corredate da motivazioni generiche, senza specificare quali presupposti di legge fossero stati considerati. Il provvedimento interessava circa il 70% del territorio cittadino, escludendo la possibilità di applicare i limiti in base alle caratteristiche specifiche delle singole strade. In sostanza, il Tar ha ritenuto che il Comune avesse superato i limiti della propria competenza regolatoria in materia di circolazione e sicurezza stradale.
La spinta della politica
La sentenza arriva dopo la direttiva del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che stabiliva come le deroghe al limite di 50 km/h dovessero riguardare solo tratti specifici e motivati. La decisione del Tar è stata accolta con entusiasmo dai partiti di destra, in particolare da Fratelli d’Italia. Il capogruppo Galeazzo Bignami ha definito l’annullamento una conferma dell’illegittimità del provvedimento, mentre Salvini ha sottolineato come la sicurezza stradale debba essere perseguita con buonsenso e non attraverso provvedimenti “ideologici”.
I benefici per la sicurezza stradale
Il provvedimento Città 30 era stato introdotto il 16 gennaio 2024, dopo una fase sperimentale iniziata nel 2023. Secondo i dati comunali, i limiti ridotti avevano prodotto un calo del 13% degli incidenti totali nel primo anno, con una diminuzione del 50% dei morti e dell’11% dei feriti. Anche nei primi sei mesi del secondo anno, i trend positivi sono stati confermati, con flussi veicolari in diminuzione, aumento degli spostamenti in bici e nel bike sharing, e una riduzione dell’inquinamento da traffico ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni.
Nonostante i dati incoraggianti sugli incidenti, però, la decisione del Tar impone al Comune di rivedere le modalità di applicazione delle zone 30, concentrandosi su singoli tratti stradali e motivazioni specifiche. Gli operatori del settore, in particolare i tassisti, hanno visto riconosciute le proprie istanze, ma la città dovrà ora ritrovare un equilibrio che non penalizzi la sicurezza stradale.
Fonte: https://www.greenme.it/mobilita/tar-annullate-zone-30-km-h-bologna/
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