Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    martedì, Gennaio 13
    Facebook X (Twitter) Instagram
    OggiNotizie
    • Home
    • Articoli
      • Primo piano
      • Attualità
    • Pubblica
    • Rubriche
      • Tutti gli articoli Oggi Notizie
      • Offerte di lavoro
      • Punti di vista
        • La macchina di Ettore Majorana
        • IL GRANDE RISVEGLIO: Il mondo come non lo conosciamo (Crolla Cabala Crolla)
        • Storia Perduta della Terra Piana
        • Corrado Malanga – tecnica per vedere attraverso le piramidi
        • Le buffonate della NASA
        • Alex Semyase
      • Scienza
      • Salute
        • Le chicche di Terry
        • Terapia domiciliare COVID
        • Vaccini
      • Registra tua azienda
        • Aziende
        • Sconto Savings Card
      • Evoluzione spirituale
        • Psicologia
        • Legge di attrazione
      • Economia
      • Leggi
        • Avvocati per la Costituzione
        • Download documenti
      • Sessualità oggi
      • Cinema
      • Eventi
      • Motori
      • Musica
      • Letteratura
        • Lettere / Opinioni
      • Cucina
    • Articoli in anteprima
    • Sostienici
    • Collegamenti
    • Download
    • Contatti
    • Iscriviti
    OggiNotizie
    Home»Ogginotizie»La strage del Crans-Montana: l’esplosione confermata dalla polizia e il ruolo di Chabad
    Ogginotizie

    La strage del Crans-Montana: l’esplosione confermata dalla polizia e il ruolo di Chabad

    13 Gennaio 202612 Mins Read
    La strage del Crans-Montana - l’esplosione confermata dalla polizia e il ruolo di Chabad
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp Email

    Una luce si deposita sul feretro del giovane ragazzo Giovanni Tamburi, attorno al quale si sono stretti i suoi amici e la sua famiglia, spezzati dal dolore della perdita di una giovane vita.

    Al Crans-Montana, c’erano speranza, sogni, soprattutto la spensieratezza di giovani adolescenti che volevano passare l’ultimo dell’anno in un locale nel cuore di una località esclusiva, nella Svizzera del cantone di Valais, posto esclusivo, dove le élite si recano nella stagione invernale per sciare e trascorrere le loro vacanze circondati dalle montagne delle Alpi Pennine.

    La notte del 1 gennaio 2026 nel bar La Constellation, c’erano ragazzi che non avevano probabilmente la minima idea di quello che sarebbe accaduto di lì a poche ore.

    C’erano ragazzi come Benjamin Johnson, giovane promessa del pugilato svizzero, che quella sera si era recato lì per festeggiare come molti suoi coetanei l’anno che stava per arrivare, ma che purtroppo portava con sé non gioie e speranze, ma un inferno di morte e di paura.

    C’era anche il giovane ragazzo genovese Emanuele Galeppini, promessa del golf italiano e mondiale, che si era trasferito a Dubai, da tempo una sorta di Las Vegas del Medio Oriente, per praticare meglio la sua carriera, che forse, se non fosse stata spezzata, quella notte avrebbe potuto portare lustro al golf e al suo Paese.

    Emanuele Galeppini

    Al Crans-Montana, i ragazzi si sono trovati di fronte a qualcosa che non avrebbero mai immaginato.

    Verso l’una e mezza del mattino, accade l’impensabile.

    C’è una esplosione nel bar- discoteca dove i giovani si erano radunati per festeggiare, e da lì in poi è esploso l’inferno.

    La versione della polizia svizzera sull’esplosione

    Sul posto, da lì a breve giungono i soccorsi e i residenti, allarmati, confermano di aver sentito chiaramente il rumore di una esplosione.

    Le dichiarazioni ufficiali delle prime ore lasciano pochissimo spazio ai dubbi.

    Secondo quanto dichiarato dal portavoce della polizia svizzera, Gaetan Lathion, nel bar La Constellation c’è stata una esplosione di natura non identificata che ha provocato la strage.

    Nelle prime ore, gli organi di stampa mainstream come la Reuters sono categorici nell’affermare che non è stato l’incendio a provocare l’esplosione ma piuttosto la dinamica opposta, ovvero le fiamme che sono divampate dopo la deflagrazione.

    Le autorità svizzere avevano già iniziato a fare i loro rilievi.

    La polizia si era messa all’opera per capire cosa aveva portato a quella esplosione, quando ad un tratto, è stata prontamente cambiata versione, e ogni menzione della deflagrazione è sparita dalle cronache degli organi di stampa.

    Si è dato la colpa, incredibilmente e assurdamente, alle candeline che fanno degli zampilli di luce e che si attaccano alle bottiglie di spumante o champagne nelle varie feste di compleanno.

    La fiera dell’assurdo, e della vergogna, ha avuto inizio.

    Sedicenti esperti si sono affacciati sulle pagine degli organi di stampa per dare a bere questa indecente balla al pubblico italiano, quando quelle candeline a malapena sono in grado di bruciare un cartoncino, come si può vedere in diverse dimostrazioni, e non possono essere certo queste le responsabili di quella mattanza.

    Le candeline delle bottiglie non riescono a bruciare nemmeno un cartoncino

    Il mistero delle autopsie non eseguite

    Avrebbero dovuto essere le autopsie a parlare, a fare luce sulle cause di morte di quei poveri ragazzi rimasti intrappolati dentro quel locale, eppure la polizia svizzera, nonostante le richieste delle famiglie, non ne esegue nemmeno una.

    Berna sembra che abbia voglia di togliersi di dosso il prima possibile questa patata bollente tra le mani.

    C’è poca o nessuna voglia in Svizzera di approfondire cosa ha provocato l’esplosione a La Constellation, perché forse c’è qualcosa di più grande e opaco in questa storia che si vuole tenere ben nascosto, seppellito da una versione successiva che contrasta con ogni logica.

    Le famiglie non sembrano intenzionate ad accettare queste bugie.

    Secondo quando dichiarato dalla famiglia di Emanuele Galeppini, il corpo del giovane non presentava nessuna bruciatura o ustione, e addosso il 16enne aveva ancora il portafoglio con i suoi documenti che avrebbero potuto portare facilmente alla sua identificazione, senza ricorrere ad un esame del DNA, necessario soltanto quando il corpo è ormai talmente irriconoscibile che è richiesto un esame del genere per risalire alla sua identità.

    La polizia svizzera non ha voluto eseguire l’autopsia sul corpo di Emanuele e degli altri ragazzi, quasi timorosi forse che gli esiti autoptici possano far uscire delle conclusioni che non si vogliono far uscire come quelle che magari potrebbero dimostrare che molti ragazzi non sono morti bruciati, ma per le conseguenze di una esplosione, forse persino di natura dolosa.

    A La Constellation, si addensano diversi misteri e zone d’ombra, a partire dal fatto che il celebre servizio di Google Maps si sia premurato di oscurare immagini della strada al civico 35, comprese quelle che risalgono anche a diversi anni fa.

    Le macchine escono da Rue Centrale a Crans-Montana, ma Google non mostra il civico 35 di quella strada

    D’un tratto questa mappatura da parte della multinazionale americana che spesso viola la privacy di diverse persone, riprese senza il loro consenso, si interrompe, non tanto per la comparsa di qualche improvviso pudore sulla riservatezza delle persone, ma perché ci sono luoghi e situazioni che Google non vuole mostrare, come, ad esempio, alcuni siti in Israele colpiti dagli attacchi iraniani.

    La sinagoga di Crans-Montana

    Al civico 35 di Rue Centrale non c’è soltanto il bar nel quale i giovani hanno perso la vita, ma c’è la sinagoga Beit Yossef, nello stesso complesso nel quale si trovava appunto il locale della tragedia.

    Crans-Montana è la casa di una delle comunità ebraiche in Svizzera più note, e gli ebrei praticanti della zona si danno appuntamento nella sinagoga per praticare i vari riti e cerimonie della religione talmudica.

    Ad essere stati intervistati dai vari media sono stati anche loro, gli ebrei che si recavano in quel luogo di culto, e in particolare il rabbino capo Yitzchak Levi Pevzner, che racconta di aver sentito “una massiccia esplosione nel cuore della notte” e di aver subito compreso che qualcosa di “terribile era caduto”.

    Yitzchak Levi Pevzner

    Pevzner è un altro testimone d’eccezione che racconta di aver sentito a sua volta un tremendo boato, una circostanza confermata praticamente da tutti quelli che si trovavano nelle vicinanze, e che fa pensare seriamente che nel bar dove i giovani stavano festeggiando possa essere stato posto un ordigno di qualche tipo che ha causato la deflagrazione e il successivo incendio.

    Il rabbino però è un personaggio interessante, trascurato dagli organi di stampa troppo impegnati a parlare delle candeline sulle bottiglie di Capodanno.

    Secondo quanto si legge nelle cronache di diversi quotidiani francesi, anni addietro un membro della sua famiglia, Yossef Itshak Pevzner, era finito al centro di un caso di estorsione.

    Nel 2014, una giovane donna ebrea di 28 anni, residente a Parigi, voleva divorziare dal marito e si era recata dal rabbino capo francese, Michel Gugenheim , che aveva da poco preso il posto di Gilles Bernheim , dimessosi in seguito alle accuse di plagio per un suo libro.

    Nella tradizione ebraica, la donna per poter divorziare dal marito, deve avere il benestare di quest’ultimo e deve ricevere da lui un “orologio”, ovvero un documento scritto che libera appunto la donna da ogni obbligazione matrimoniale nei riguardi del suo sposo.

    Ci sono però donne che si ritrovano ad aspettare anni prima di ricevere tale dichiarazione, perché nel talmudismo, l’uomo esercita un potere notevole sulla donna, ma questo aspetto “stranamente” non riscuote molto l’interesse di strepitanti femministe sempre pronto a scagliarsi contro il patriarcato.

    Sta di fatto che la donna si era recata al cospetto di Gugenheim e del Beth Din, una sorta di consiglio ebraico di Parigi, nella speranza di sbloccare la sua pratica, ma si è trovata di fronte alla richiesta di versare 90mila euro in contanti per avere finalmente il tanto agognato divorzio ed essere di nuovo ammessa nella comunità ebraica.

    Nel Beth Din, c’era proprio lui.

    C’era il rabbino Pevzner, che tra l’altro era parente del marito della donna, e quindi aveva un chiaro caso di conflitto di interessi nella vicenda, dalla quale sperava di ricavare una grossa somma.

    La 28enne non si fece però cogliere impreparata all’appuntamento.

    Riprese l’incontro e il tentativo di estorsione ai suoi danni, e si recò alla vicina stazione di polizia del 19° arrondissement di Parigi per sporgere la sua denuncia contro gli uomini del Beth Din.

    La rete sionista di Chabad

    Si ignora che fine abbia fatto quella denuncia, e se abbia avuto conseguenze sui vari rabbini protagonisti della tentata estorsione, ma si direbbe di no, a giudicare dalla parabola di Pevzner, ancora oggi eminente membro della famosa, o famigerata, organizzazione sionista Chabad.

    A Chabad appartiene anche il suo parente svizzero Yitzchak Levi Pevzner, al quale le autorità hanno dato un ruolo di rilievo nella gestione della crisi subito dopo la strage.

    A guidare le fasi successive all’esplosione del bar La Constellation è stato quindi lui, Levi Pevzner, un altro leader di Chabad che fa riferimento alla sede centrale di Ginevra.

    Chabad è più che una semplice organizzazione.

    E’ una potentissima lobby e setta radicata in molti Paesi del mondo e che ha sempre esercitato un fortissimo ascendente sui vari presidenti degli Stati Uniti, sul Congresso americano, e sui vari primi ministri europei, che non mancano mai di porgere gli ossequi ai vari rabbini di questa organizzazione.

    Chabad insegue un sogno di dominio, quello del tanto atteso moshiach, che nelle loro parole, dovrebbe un giorno diventare il re d’Israele e del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, ovvero l’idea di costruire un governo mondiale.

    La setta per anni è stata associata all’immagine di uno dei suoi rabbini più famosi e controversi, Menachem Schneerson, intimissimo di Benjamin Netanyahu e vero padre “spirituale” del Likud, il partito politico israeliano che vuole la costruzione della Grande Israele e la ricostruzione del Terzo Tempio, il luogo nel quale un giorno dovrebbe fare ingresso il cosiddetto moshiach.

    Menachem Schneerson

    Chabad vuol dire però anche Mossad.

    Le sinagoghe di questa setta sono dotate di un servizio di sicurezza fornito direttamente dalla intelligence israeliana, ed è virtualmente impossibile che qualche attentato o scritta “antisemita” possa essere fatta presso questi luoghi senza che tali agenti se ne accorgano, una circostanza che dovrebbe far riflettere molto sulla comparsa periodica di tali scritte vicino a questi luoghi.

    La setta di Chabad ha il proprio quartier generale a New York, in quella sinagoga dove fu scoperto un dedalo di famigerati tunnel usati dai membri di questa setta, che ancora oggi non hanno saputo fornire una spiegazione convincente di quei passaggi segreti nei quali furono trovati dei materassi sporchi, e dei seggioloni da bambino, una immagine ancora più inquietante che riporta alle mente le famigerate Pasque di Sangue di Ariel Toaff, il libro “proibito” censurato da molti storici italiani per le sue scomode verità.

    La Constellation era proprio lì, nello stesso edificio di Chabad, e se si arriva ad aprire un locale in quei luoghi è pressoché impossibile farlo senza essere stati attentamente scrutinati e vagliati prima dall’organizzazione che si assicura di non avere vicino potenziali minacce contro di essa.

    I coniugi Moretti: prestanome di una potente organizzazione?

    I proprietari risultava essere una coppia di coniugi francesi, Jacques e Jessica Moretti, che, secondo l’avvocato di molte vittime della strage, Sebastian Fanti, hanno accumulato rapidamente milioni di franchi svizzeri, senza aver avuto degli incarichi o dei lavori tali da dover giustificare l’improvvisa notevole ricchezza, e senza aver ricevuto prestiti bancari per iniziare la loro attività.

    Sembra che un giorno i due Moretti, finiti agli arresti in questi giorni, che hanno un passato di fallimenti e condanne penali per sfruttamento della prostituzione in Corsica, si siano svegliati e dall’alto gli siano piovuti tutti quei franchi svizzeri, forse da loro consegnati da qualche generosa mano che aveva bisogno di due teste di legno, due prestanome per aprire un’attività probabilmente voluta da altri.

    La strettissima vicinanza con una sinagoga di Chabad, all’interno dello stesso edificio, una lobby che di fondi ne ha molti forse avrebbe suggerito una indagine più approfondita, ma le autorità svizzere non hanno mai cercato di capire da dove venisse la ricchezza dei Moretti, e si sono affrettate, come visto, a rimandare subito indietro i corpi della strage di Crans-Montana senza nemmeno aver eseguito le autopsie di rito.

    Nelle vallate svizzere, c’è un fiume di soldi sporchi.

    Sotto l’immagine da “paradiso” neutrale e quieto, ci sono enormi interessi che hanno a che vedere con il riciclaggio di capitali illeciti, depositati nelle famose banche svizzere che non hanno problemi di sorta a custodire il denaro frutto di tangenti e delle attività della criminalità organizzata.

    Tra quelle vallate, c’è anche una potente lobby sionista che nel corso degli anni ha accumulato un enorme potere.

    Nei tempi più recenti, si è visto come si sia risvegliato il cosiddetto “terrorismo islamico”, un fenomeno in realtà costruito e alimentato dai servizi di intelligence Occidentali e dalla stessa Israele,  che se n’è servita come arma da scatenare contro i Paesi giudicati come “nemici” da Tel Aviv, e la storia dell’ISIS è lì a dimostrare come tali tagliagole, spesso agenti del Mossad, siano stati tutti sciolti contro Siria, Libia e Iraq.

    Il mostro islamista ora si è risvegliato dopo molto tempo, una volta che Israele si è vista negata la possibilità di continuare la sua genocida campagna in Palestina, e subito dopo il fallimento della Grande Israele, il miraggio inseguito dal sionismo mondiale.

    C’è da capire ora se la strage del Crans-Montana sia stata concepita da tali ambienti.

    C’è da capire se le vite di questi giovani siano state spezzate per una fatalità di qualche tipo, oppure se c’è stata intenzionalmente di colpire le famiglie di questi giovani, come ritorsione o punizione per motivazioni ancora ignote, ma potenzialmente legate sempre alla strategia del terrore perseguita da un potere che sta seminando molti false flag e stragi in giro per il mondo.

    Le famiglie delle vittime meritano di conoscere tale verità, così come meritano di conoscerla tutti gli italiani.

    Fonte: https://www.lacrunadellago.net/la-strage-del-crans-montana-lesplosione-confermata-dalla-polizia-e-il-ruolo-di-chabad/


    Anime libere

    Siamo entusiasti di comunicarvi la partnership tra Oggi Notizie e Anime Libere, un social libero da CENSURE, Intelligenza Artificiale, e algoritmi di controllo. Con il nuovo social Anime Libere hai la possibilità di pubblicare tu stesso notizie e argomenti di tuo interesse, aprire gruppi pubblici o privati e interagire con tutti gli iscritti attraverso una chat in tempo reale. Anime Libere preserva e promuove la possibilità di esprimersi e condividere opinioni, incoraggiando una discussione rispettosa e civile tra gli utenti.
    Anime Libere non solo è totalmente gratuito, ma chi volesse sostenere il progetto sottoscrivendo un abbonamento avrà la possibilità di GUADAGNARE invitando amici ad iscriversi e monetizzare tramite i contenuti che pubblicherà






    La strage del Crans-Montana: l’esplosione confermata dalla polizia e il ruolo di Chabad
    Share. Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp Email

    Related Posts

    Melania Trump e il suo ruolo nei Balcani contro le manovre di Londra e dell’UE

    9 Gennaio 2026

    Il processo storico: Bill Gates e Bourla in tribunale in Olanda per i danni dei vaccini

    7 Gennaio 2026

    Buon Natale e felice Anno Nuovo 2025/2026

    23 Dicembre 2025

    Comments are closed.

    Articoli recenti
    • La strage del Crans-Montana: l’esplosione confermata dalla polizia e il ruolo di Chabad
    • L’ITALIA HA APPENA TOCCATO L’ASSET PIÙ PROTETTO DELLA CABALA
    • Il “regime change” simulato di Trump e la retata del governo di Caracas contro i veri golpisti di Londra
    • Melania Trump e il suo ruolo nei Balcani contro le manovre di Londra e dell’UE
    • Intervista interessantissima da non perdere di Heather Parisi alla Dott.ssa Antonietta Gatti
    Archivi
    OggiNotizie

    OggiNotizie é un blog di notizie selezionate tra quelle presenti in rete su altri siti di informazione. OggiNotizie non rappresenta una testata giornalistica, ma é un sito indipendente di informazione alternativa, che ha come obiettivo primario quello di divulgare notizie relative ai temi di maggiore interesse e che spesso non vengono rese note dall’informazione tradizionale.
    OggiNotizie non simpatizza per nessuna forza e nessun movimento politico, diamo spazio a tutti per esprimere le loro opinioni e promuovere le loro iniziative.
    Consigliamo, in ogni caso a tutti i lettori di fare le proprie ricerche personali su tutti gli argomenti trattati.

    Link utili

    Oasi Agency
    Registro imprese
    Agenzia Entrate
    Governo Italia
    Inps 
    Nuovo social libero
    Carta risparmio Anime Libere

    Archivi
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    © 2026 By Oasi Agency Group - CALI "Dagua Valle" P. IVA 20190010193-UNI

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.