Dopo il secondo concistoro straordinario in un solo anno, il Pontefice chiama a raccolta i porporati in una riunione blindata. Sotto la lente i fondi finiti in società ombra e un buco di bilancio da 80 milioni di euro.
I primi passi della resa dei conti
Quella che era iniziata lo scorso anno come una verifica riservata sulle casse dello IOR si sta trasformando in una vera e propria epurazione finanziaria all’interno delle mura d’oltretevere. I primi rilevamenti del 2025 non sono rimasti un episodio isolato: Papa Leone XIV ha impresso un’accelerazione decisiva, scontrandosi apertamente con i poteri forti che per anni hanno gestito il patrimonio della Santa Sede.
La riunione segreta e i toni duri di Leone XIV
A seguito del secondo concistoro indetto in un singolo anno solare — un evento straordinario e senza precedenti recenti — il Santo Padre ha convocato una riunione strettamente riservata a porte chiuse con diversi cardinali.
Secondo quanto fa trapelare chi è vicino agli ambienti vaticani, i toni dell’incontro sono stati di una durezza mai vista. Papa Leone ha chiesto conto, punto su punto, della sparizione di ingenti risorse finanziarie appartenenti all’APSA (l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), l’agenzia centrale a cui lo stesso Leone ha da poco restituito l’autonomia e le prerogative decisionali.
Società ombra e un buco da 80 milioni
La situazione ereditata dal nuovo corso era drammatica: un rosso di bilancio pesantissimo, stimato in almeno 80 milioni di euro.
Le verifiche condotte finora raccontano una storia precisa: milioni di euro dirottati verso società ombra e destinazioni opache. Risorse rastrellate non per le finalità della Chiesa, ma per arricchire le tasche di singoli porporati e intermediari.
Verso un nuovo paradigma di trasparenza
La decisione di Papa Leone XIV di rimettere l’APSA al centro e di pretendere la restituzione del maltolto si inserisce in un quadro globale molto più ampio. Il tempo dell’opacità e delle banche d’affari travestite da istituzioni religiose è giunto al termine. La bonifica dello IOR non è soltanto una questione di bilanci vaticani, ma il segno tangibile che la pulizia delle strutture del vecchio sistema sta arrivando ai vertici più intoccabili.
Fonte: Articolo a cura della redazione: Il Faro di Luce



