Sulla carretera N-340 c’è uno di quei luoghi che a vederlo da fuori non darebbe mai l’idea di nascondere inconfessabili segreti.
Su questa strada che attraversa tutto il Sud della Spagna c’è un locale, un posto chiamato Bar España, un ristorante aperto 24 ore su 24 dove si potrebbe pensare di trovare del buon cibo tipico della comunità valenciana, ma in realtà in questo luogo, il menu offre “pietanze” molto diversi.
Sul menu ci sono infatti i bambini, vittime di un traffico pedofilo che tocca ogni ganglio del sistema politico e giudiziario spagnolo che sin dalle prime battute di questo scandalo si è messo in moto per insabbiare tutto.
Il caso del Bar España è un vero e proprio precursore del famigerato scandalo del Pizzagate di James Alefantis, ed è per molti in Spagna una ferita ancora aperta, una di quelle che non si è rimarginata perché le vittime e le loro famiglie ancora non hanno avuto giustizia.
Sono gli anni’90 in Spagna, il Paese stava già assumendo dei tratti molto diversi da quelli del passato.
Della Spagna franchista c’era già ben poco, da quando il Caudillo morì nel 1975 senza che al suo posto venisse nominato un suo erede, poiché l’unico che sembrava poter garantire una continuità con il governo di Franco, era Luis Carrero Blanco, l’ammiraglio ucciso soltanto due anni prima in un attentato terroristico sulla cui esecuzione sono visibili diverse tracce dell’ubiquo Henry Kissinger, ex eminenza grigia dell’anglosfera e della governance globale.
La Spagna vira da allora in un’altra direzione, inizia la cosiddetta democratizzazione, e nel giro di poco tempo, dal principio degli anni’80 in poi inizia una rapida discesa nel liberalismo che porterà il Paese ad una progressiva scristianizzazione, ad una perdita di identità che sarà la causa di tutti gli orrori che solo pochi anni prima non si erano mai vista.
Lo scandalo pedofilo taciuto: il Bar España
Nel 1997, la Spagna scopre di avere al suo interno una infezione costituita da una vasta rete pedofila.
Sono i pedofili che si riunivano al citato Bar España, un luogo dove avvenivano abusi, stupri e non di rado omicidi dei bambini e di coloro che stanchi di tanto orrore decidevano di rivelare la verità, di far sapere alla Spagna e al suo popolo, che sì, che era tutto vero e che questo gruppo di perversi individui praticava indisturbato la pedofilia.

Il Bar España a Benincarlò nella comunità valenciana
Uno dei primi a far sentire la sua voce è il padre di una delle vittime, il parrucchiere Reinaldo Colas, informato degli abusi che avvenivano in quel luogo da María Jesús Moreno Jiménez, una cuoca che lavorava lì, e che era una delle protette di uno degli uomini di questa rete, l’italiano Giuseppe Farina.
Giuseppe Farina è un nome forse noto agli appassionati sportivi e di calcio, perché l’uomo, scomparso lo scorso anno, è stato presidente del Milan fino al 1986, anno nel quale lasciò l’Italia per via di alcune inchieste giudiziarie nei suo confronti che lo vedevano accusato di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.

GIuseppe Farina
Farina scappa, lascia l’Italia, e si rifugia proprio in Spagna, terra nella quale proseguirà un altro tipo di attività criminali, che forse erano praticate anche in Italia, anche se l’ex presidente del Milan non venne mai messo sotto inchiesta per abusi o pedofilia nel Belpaese.
Secondo i testimoni e le vittime della rete del Bar España, Farina era uno degli uomini chiave di questa rete pedofila, capeggiata da un personaggio come Carlos Fabra, uomo molto in vista del Partito Popolare spagnolo, e vicinissimo al futuro premier iberico, Mariano Rajoy, che, apparentemente, mai prese le distanze da lui, né tantomeno chiese una seria indagine giudiziaria sulle accuse a suo carico.

Carlos Fabra cammina a braccetto con Mariano Rajoy
C’erano in questo gruppo anche uomini d’affari come il francese Bernard Alapetite.
Gli uomini gestivano tale rete, nella quale i bambini durante gli abusi e le violenze venivano ripresi e i loro video venivano distribuiti sul mercato nero dagli stessi leader di questo circolo di orchi che ricorda molto il vastissimo giro pedofilo che afflisse il Belgio negli stessi anni, quando l’opinione pubblica belga venne sconvolta dalle nefandezze del famigerato caso Dutroux.
C’erano apparentemente in questo traffico anche i cosiddetti film snuff, filmati nei quali i bambini e e le bambini venivano uccise nel corso di riti satanici, dei film dell’orrore che sono richiestissimi dai vari membri di questa rete pedofila e satanica internazionale.
Reinaldo inizia a denunciare, ma non è l’unico che inizia a dire la verità su quel ristorante nel cuore della comunità valenciana.
Tra i testimoni, ci sono anche dei pentiti, come Antonio Peraire Edo, ex guardaspalle di questi orchi, che decide di rivelare tutta la verità e di spiegare come avveniva questo traffico.
Antonio spiega che nel ristorante valenciano si riuniscono quei pedofili, ognuno dei quali ha abusato diversi bambini, alcuni dei quali fanno anche dei disegni e scrivono il nome dei loro aguzzini, come il citato ex dirigente del Milan, Giuseppe Farina.
Peraire Edo descrive accuratamente un sistema mafioso, fondato sull’omertà e sulla protezione della magistratura locale che a sua volta frequentava la tana degli orrori.
La magistratura e la protezione dei pedofili
Tra gli alti togati c’era la controversa Sofia Diaz Garcia, il giudice che “indagherà” sullo scandalo da lei archiviato, nonostante le molteplici testimonianze concordanti di vittime e pentiti che snocciolano tutta una serie di rivelazioni ignorata dalla Garcia, oggi premiata dal sistema giudiziario spagnolo che l’ha nominata presidente del tribunale provinciale di Castellon.

Il giudice Sofia DIaz Garcia
Secondo Peraire Edo, il giudice Diaz Garcia, era di casa nel Bar España, aveva l’espresso compito di aiutare gli aguzzini a imbastire delle campagne stampa diffamatorie nei confronti delle vittime, e di procedere poi, puntualmente, all’archiviazione di ogni accusa rivolta contro la rete pedofila che si riuniva in questo luogo e che aveva protezioni ai massimi livelli del Paese.
La polizia spagnola definisce attendibile la testimonianza dell’ex guardia del corpo del ristorante, ci sono date, nomi, fatti e riscontri con altre dichiarazioni delle vittime più che sufficienti per far scattare le manette verso i membri di questo gruppo pedofilo, che invece viene lasciato libero di agire.
Ad essere condannato per diffamazione è invece Reinaldo Colas, il padre che ancora oggi non ha avuto giustizia e le cui parole erano state confermate, e non smentite, da testimoni come la citata Maria Jimenez.
Il giudice Garcia si è mosso in maniera implacabile, come le era stato ordinato.
Oltre ad aver mandato alla sbarra le vittime e lasciati impuniti gli orchi, il magistrato gestiva gli affidamenti di minori al centro Baix Maestrat de Vinarós, una comunità nella quale venivano portati i bambini e gli adolescenti di famiglie difficili che poi si ritrovavano in un inferno che difficilmente avrebbero immaginato.
Sono gli echi di un Forteto spagnolo, e come nella comunità di Rodolfo Fiesoli anche nel centro Baix Maestrat, avvenivano altre violenze pedofile e altri abusi.

La comunità Baix Maestrat
Era di casa proprio Giuseppe Farina che da lì attingeva per prendere vari bambini, portati “gentilmente” in dote dalla direttrice del centro, senza che nessuno si attivasse nelle istituzioni spagnole per fermare quel traffico e quel circolo senza fine di orrori pedofili.
Ci sono però anche qui dei testimoni che sanno quello che accadeva nel Baix Maestrat, e tra questi c’è, Mari Carmen, compagna di uno degli uomini che lavorano presso il centro, Jaime, che ucciderà la sua fidanzata, ormai satura di quelle continue violenze contro bambini indifesi che avvenivano nel luogo dove il suo fidanzato Jaime operava.
Ogni qual volta si incontra una rete pedofila con diramazioni in ogni campo della società civile, si trova puntualmente una lunga lista di morti sospette e irrisolte.
Mari Carmen è purtroppo solo uno dei vari testimoni che hanno perduto la vita per voler far emergere la verità.
Tra le vittime uccise e che sapevano c’era anche Alicia Martinez, una infermiera compagna di uno dei membri del circolo pedofilo come Ramon Jovani Puig, altro magistrato locale.
Alicia frequentava il luogo.
Sapeva perfettamente quello che accadeva perché a lei spettava il compito di curare le infezioni sessuali che questi bambini e bambine sviluppavano dopo gli abusi subiti, che lasciavano non di rado laceranti ferite anali e vaginali.
L’infermiera spagnola decise che era giunto il momento di dire basta, e iniziò a manifestare il suo disagio al suo compagno, ma secondo Peraire Edo, i vertici di questa rete guidata da Carlos Fabra si riunirono e decisero che era giunto il momento di mettere a tacere per sempre Alicia.
La donna verrà ritrovata cadavere sulla spiaggia Sur de Peñíscola l’11 dicembre del 1996 con contusioni sulla testa e sulle braccia, ma non c’è ancora oggi un colpevole per questa morte legata a questo potente giro pedofilo.
Le testimonianze dei bambini ignorate
Le testimonianze sono, nonostante tutto, ancora tutte lì.
C’è, ad esempio, la testimonianza di Alberto Hernandez Calvo, bambino abusato sin dal primissima infanzia al Bar España assieme ai suoi due fratelli.
Alberto nelle sue testimonianze è tremendamente lucido quando descrive gli abusi subiti, anche da parte proprio del giudice Diaz Garcia, che ordinava ai vari bambini lì presenti di soddisfare le sue perversioni.
Altre vittime parlano.
Parla un altro bambino come Miguel Ángel Maura Ferreres, il quale riferisce che gli abusi spesso venivano consumati nel corso di riti satanici.
La testimonianza di Miguel, la prima di quattro parti
Miguel riferisce che Carlos Fabra e Giuseppe Farina prima di dare vita ai loro stupri pedofili mettevano in atto tali cerimonie.
Secondo il bambino, Fabra e Farina in un’occasione avevano fatto mettere in circolo i vari bambini per farli assistere all’omicidio rituale di un bambino gitano ucciso sopra un pentagramma satanico.
Sembra impossibile separare questi due mondi, quello della pedofilia e del satanismo, poiché la pratica pedofila è praticamente connaturata al culto luciferiano e massonico.
Secondo ex massoni di alto grado come William Schnoebelen, la pedofilia è uno dei segreti custoditi dai liberi muratori in cima alla piramide massonica, che attraverso l’abuso verso i bambini credono in qualche modo di poter guadagnare una “eterna giovinezza”.
Orrori su orrori, un pozzo senza fine di degradazione morale dentro il quale il sistema non può guardare perché è il sistema stesso ad essere composto e formato da massoni di alto grado, pedofili e seguaci di queste sette sataniche.
Il caso Bar España è in fondo la perfetta cartina di tornasole delle democrazie liberali europee.
Esso mostra come nel liberalismo democratico prosperi il malaffare, la corruzione, e ogni genere di indicibile perversione.
L’insabbiamento di Zapatero e la Tangentopoli spagnola
Le famiglie delle vittime si unirono comunque alla ricerca della verità.
Chiesero verità e giustizia già nei primi anni 2000, tanto da bussare alle porte dell’allora guardasigilli spagnolo, membro del governo Zapatero, Juan Fernando López Aguilar, che venne informato dettagliatamente dalla Asociacion de Victimas de Corrupcion Sexual Infantil, la AVICSIN, ma Aguilar chiuse gli occhi e si voltò dall’altra parte.
Il partito socialista spagnolo non poteva scoperchiare quel vaso di Pandora.
C’erano e ci sono dentro tutti, e fanno sorridere le uscite, ad esempio del settimanale l’Espresso e di Inside Over che cercano di far risalire le origini della Tangentopoli spagnola solamente agli Stati Uniti.
Se l’amministrazione americana ha avuto un ruolo, lo ha avuto già negli anni passati, prima del ritorno ufficiale di Trump, quando il dipartimento di Stato ha iniziato ad assistere la Guardia Civil nella sua inchiesta per corruzione contro l’ex premier spagnolo, Josè Zapatero.
Il presidente Trump ha avuto tutt’al più un ruolo di “favoreggiatore” nel far emergere una corruzione che era comunque presente lì da anni, depositata in ogni angolo del sistema politico spagnolo, dominato da consorterie di affaristi, massoni e pedofili, i quali sono impegnati da lungo a proteggersi a vicenda.
Ancora più ridicole sono le sortite dei personaggi che ruotano attorno all’orbita del Fatto Quotidiano e della falsa controinformazione italiana che provano ad associare la genesi di tale inchiesta ad una presunta opposizione del primo ministro Sanchez allo stato di Israele, “dimentichi” che proprio Sanchez ha fornito armi allo stato ebraico per tutto il genocidio di Gaza.
C’è in Spagna un apparato di corruzione e di pedofilia che sistematicamente si macchia di vari crimini, ciclicamente, come dimostra il secondo capitolo del caso Bar España, ovvero il caso della rete pedofila di San Sebastian nella quale il fotografo Kote Cabezudo godeva della protezione di diversi magistrati.
Ci sono dei tratti somatici comuni nelle democrazie liberali europee.
Si trovano le stesse dinamiche, gli stessi meccanismi che hanno portato all’impunità dei pedofili del Bar España e della comunità Baix Maestrat.
La Mani Pulite spagnola che si allarga a macchia d’olio in questi giorni è soltanto il disvelamento di un sistema che non riesce più a sopprimere la verità come un tempo.
Sembra esserci una certezza attualmente.
I sistemi politici europei sono tutti legati da fili invisibili.
Laddove c’è del malaffare e una rete pedofila, ce ne sono altre di altri Paesi europei legati ad essa perché si tratta di un apparato internazionale.
Sono però tessere di uno stesso mosaico.
Se cade una, vengono giù tutte le altre.
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