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    Home»Ogginotizie»I files di Epstein, il Pizzagate e il rapimento di Madeleine: la piccola nelle mani di Ghislaine Maxwell?
    Ogginotizie

    I files di Epstein, il Pizzagate e il rapimento di Madeleine: la piccola nelle mani di Ghislaine Maxwell?

    20 Febbraio 202615 Mins Read
    I files di Epstein il Pizzagate e il rapimento di Madeleine - la piccola nelle mani di Ghislaine Maxwell
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    Un intero Paese si mobilitò quasi 20 anni fa, dopo che la piccola Madeleine McCann, una bambina inglese di soli 3 anni, sparì nel nulla il 3 maggio del 2007.

    Il suo volto si vedeva pressoché ovunque.

    I giocatori della Premier League indossarono una maglietta con il ritratto della piccola Madeleine per sensibilizzare l’opinione pubblica e tenere viva la sua attenzione.

    L’Inghilterra e il mondo si commossero e si impegnarono per cercare di trovare delle tracce di quella piccola di 3 anni che apparentemente si era volatilizzata nel nulla.

    Il 3 maggio del 2007, Madeleine era a Praia da Luz, assieme ai suoi genitori, Kate e Jerry, e ai suoi due fratelli gemelli più piccoli, Sean ed Amelie.

    La famiglia stava trascorrendo un periodo di vacanze nella località portoghese bagnata dall’Oceano Atlantico e famosa per le sue spiagge affollate di turisti che vengono da tutto il mondo per godersi il mite clima portoghese.

    Sembrava uno di quei tanti viaggi fatti dalle famiglie di turisti inglesi che giungono nel buen retiro lusitano, ma di lì a pochi giorni, Kate e Jerry, mai avrebbero potuto immaginare che le loro vite sarebbero cambiate per sempre.

    La notte del 3 maggio, i genitori di Madeleine erano usciti per andare a cena in un ristorante poco distante dall’appartamento che avevano preso in affitto, e rientravano di frequente nella casa per controllare i bambini.

    Praia da Luz

    Tra le varie sortite fatte dalla coppia dal ristorante al loro appartamento, dev’esserci stato però un intervallo di tempo nel quale qualcuno si è introdotto nella casa, qualcuno che sapeva dove si trovavano Kate e Jerry in quel momento e qualcuno che sapeva quale fosse il momento più propizio per entrare e rapire la piccola Madeleine.

    Coloro che sono entrati non hanno avuto bisogno di fare alcuna effrazione.

    Sulla porta dell’appartamento, non c’era alcun segno di forzatura.

    Chi è entrato disponeva di un doppione della chiave, o probabilmente di uno di quei passepartout che hanno gli alberghi per accedere nelle stanze dei clienti.

    Madeleine così sparisce.

    I genitori lanciano appelli per aiutarli a ritrovare la loro bambina.

    Chi ha visto qualcosa, viene invitato a contattare le autorità per avere quelle informazioni che potrebbero rivelarsi decisive in uno di quei casi nei quali il fattore tempo è tutto,essenziale per salvare la vittima finita nelle mani di orchi che una volta conquistata la “preda”, la fanno sparire in uno dei mille dedali dei quali si compone il labirinto della pedofilia.

    Non giunge alcuna richiesta di riscatto per Madeleine, perché chi ha preso la piccola non vuole soldi per la sua liberazione, ma voleva sin dal primo momento quella bambina per fini ancora più turpi.

    Nelle settimane successive iniziano ad arrivare alle autorità le prime segnalazioni di avvistamenti di Madeleine in compagnia di alcuni individui.

    I testimoni del rapimento di Madeleine, i Podesta e il Pizzagate

    Ci sono occhi di testimoni che hanno visto due uomini in compagnia di una bambina la cui descrizione corrisponde perfettamente a quella di Madeleine.

    I ritratti dei sospettati vengono diffusi dalla polizia inglese nel 2007, ma nessuno sembra saperli identificare, o quantomeno nessuno fece in quell’epoca una ipotesi sui nomi da associare a quei volti.

    Occorrerà aspettare anni dopo, il 2016, per iniziare ad associare quei due volti a due nomi in particolare, quali quelli dei fratelli John e Tony Podesta.

    In alto, John Podesta vicino all’uomo visto con Madeleine. Sotto, suo fratello Tony,  vicino all’identikit del secondo sospettato

    John è il nome più noto dei due.

    Si tratta dell’uomo che sussurrava all’orecchio dell’ex segretario di Stato americano, Hillary Clinton, colui che diresse la sua campagna elettorale nel 2016, e colui che negli anni’90 fu il capo dello staff del presidente Bill Clinton, membro come Hillary del Council on Foreign Relation, uno dei luoghi, se non il luogo, più privilegiato dei centri del potere americano e che decide i presidenti degli Stati Uniti con largo anticipo.

    John è sempre stato presente in questo milieu fatto di potenti circoli globalisti e progressisti nei quali si ha in mente un’idea ben precisa degli Stati Uniti, ovvero quella di una potenza che deve vegliare sull’instaurazione della governance globale, e che dev’essere pronta a colpire con inusitata ferocia coloro che dovessero rappresentare un ostacolo verso tale fine.

    Suo fratello maggiore Tony, appartiene allo stesso ambiente.

    Tony viene descritto come il lobbista più influente di Washington DC.

    E’ lui il fondatore del celebre Podesta Group, uno di quei gruppi di pressione che viene costituito all’ombra del Campidoglio e della Casa Bianca per servire gli interessi del vero potere, per assicurarsi che i deputati, i senatori e i presidenti siano fedeli al potere delle multinazionali, dei think-tank atlantici, dell’alta finanza, e di ogni singolo compartimento che appartiene all’apparato del mondialismo.

    I due nomi iniziano a diventare più famosi, o famigerati, quando emergono nello scandalo noto come Pizzagate.

    Se si scrive tale parola sui motori di ricerca come Google, governato da algoritmi notoriamente manipolati, si viene sommersi da uno stuolo di notizie false scritte dagli immancabili, e sedicenti, “revisori dei fatti”, al libro paga di gruppi vicini a George Soros, ma non si viene a conoscenza dei fatti.

    Non si viene informati, ad esempio, della corrispondenza che venne pubblicata quell’anno dopo che un dipendente del Democratic National Committee, Seth Rich, aveva deciso di affidare una massiccia serie di email, ben 44mila, a Wikileaks, la piattaforma di Julian Assange.

    Tra questa enorme mole di email, ci sono strane conversazioni, parole che sembrano essere scritte in codice.

    Si parla nelle email dell’ex presidente Barack Obama che avrebbe speso 65mila dollari di fondi pubblici in pizze e cani, una somma piuttosto irrealistica per queste due categorie, ma la parola “pizza” si incontra anche in altre email che riguardano i fratelli Podesta.

    La strana email che riguarda Obama e le sue “pizze”

    James Alefantis e la sua pizzeria “particolare”

    Sembra che tutto ruoti attorno ad un luogo quale la pizzeria Comet Ping Pong di proprietà di James Alefantis, un “ristoratore” che nel giro di pochissimo tempo è riuscito ad emergere dall’anonimato e a finire persino sulle pagine della rivista di moda maschile Gentlemen’s Quarterly, GQ, che lo descriveva nel 2012 come uno degli uomini più potenti di Washington.

    Il proprietario di una pizzeria della capitale americana sembra essere così una figura che dialoga con il vero potere, che lo serve a tavola, ma non apparentemente per portargli delle pietanze o delle pizze.

    C’è un codice nel mondo della pedofilia che viene usato per comunicare tra i vari orchi.

    I membri di questa “comunità” usano delle parole chiave per scambiarsi messaggi che possono essere compresi solo da loro, ma i vari infiltrati nel mondo oscuro del dark web hanno catalogato queste parole, il cui significato è stato rivelato anche dall’FBI.

    Se si consulta il manuale dell’agenzia investigativa americana,  si incontrano dei simboli piuttosto simili a quelli presenti nel logo del Comet Ping Pong, a partire dalle due racchette da Ping Pong che si vedono nel logo della pizzeria di Alefantis.

    Le similitudini dei simboli della pizzeria di Alefantis con il codice pedofilo

    Secondo le interpretazioni di vari esperti di queste comunicazioni in codice, queste due racchette messe in posizione simmetrica significano che si è un amante dei bambini.

    Alefantis sulle pagine delle sue reti sociali ha condiviso altre foto, e ognuna di queste sembra contenere dei messaggi nascosti.

    Si possono trovare, ad esempio, diverse singolari foto di bambini in posizioni inusuali che dicono di volere la loro “pizza”, un’altra foto dove si vede una enorme stanza sotterranea per la refrigerazione assieme al particolare commento di Alefantis che scrive “oh sì, questo sembra divertente”, e un’altra immagine nella quale si vede un ragazzo abbracciare un infante.

    Le immagini condivise da Alefantis sui social

    Agli occhi degli osservatori meno smaliziati potrebbe sembrare una immagine innocente, innocua, ma anche qui ci sono significati nascosti.

    Il giovane, come si vede, indossa una collana e il proprietario della Comet Ping Pong scrive a fianco della foto “chickenlovers”.

    Chickenlovers è un’altra parola in codice che identifica i praticanti della pedofilia omosessuale, mentre la collana che il giovane mette attorno al bambino sta a significare una particolare preferenza per la sodomia.

    E’ un mondo di significati reconditi e perversi, di immagini che in superficie sembrano una cosa, ma in profondità un’altra, anche se in alcuni casi la simbologia non è sempre così ermetica.

    C’è un’altra immagine, ad esempio, nella quale si vedono tre uomini che indossano delle maschere dello stesso tipo di quelle che si vedono nel celebre film di Stanley Kubrick, Eyes Wide Shut.

    Le maschere mostrate da Comet 

    In Eyes Wide Shut, Kubrick ha mostrato il retroscena del vero potere che una volta dismessi gli abiti eleganti, indossa dei costumi e dei mantelli per prendere parte a dei rituali satanici che costituiscono l’essenza religiosa e filosofica dei circoli del globalismo e della pedofilia.

    Kubrick sapeva molto bene qual’era l’anima nera dei potenti che avevano in mano i fili della politica, della finanza e del cinema stesso, al quale lui diede così tanto attraverso i suoi iconici film.

    Il Comet Ping Pong Pizza è dunque ben lontano dall’essere una pizzeria qualunque.

    E’ uno di quei luoghi nei quali si incontrano i veri potenti che si scambiano messaggi in codice, e uno di quei luoghi gestiti da un personaggio come Alefantis che nutre una viva ammirazione per la famigerata sacerdotessa dell’occulto Marina Abramovich, senza dimenticare i suoi strettissimi rapporti con i Podesta e Hillary Clinton, per i quali ha organizzato diversi incontri elettorali.

    L’immagine di Marina Abramovich mostrata da Alefantis

    Un pizzaiolo quindi soltanto nella superficie, e un uomo di mezzo nel mondo sotterraneo dove le élite praticano le loro perversioni.

    Una volta che scoppia lo scandalo del Pizzagate, i Podesta iniziano ad essere chiamati apertamente in causa come gli uomini che hanno rapito la piccola Madeleine.

    La somiglianza tra i loro volti e quella degli identikit è a dir poco impressionante.

    Secondo quanto riferito da alcuni informatori dell’FBI, ci sono elementi per poter affermare che i fratelli Podesta erano a Praia de Luz nei giorni della scomparsa della bambina inglese.

    I due risultavano essere ospiti nella villa di un personaggio quale Clement Freud, deputato inglese di origini ebraiche nipote dell”illustre” padre della psicanalisi, Sigmund.

    Clement Freud è stato un volto noto della celebre emittente britannica, la BBC, ed è stato anche un membro del Parlamento britannico per lunga parte degli anni’70 e ’80.

    Clement Freud

    Freud sembra però aver conservato nel suo DNA un vecchio vizio di famiglia, come quello della pedofilia.

    Secondo le testimonianze delle sue vittime, il deputato era un predatore di bambini incallito.

    Tra le vittime di abusi c’è Sylvia Woosley, violentata sin dalla tenera età di 10 anni, e alla quale l’orco si era avvicinato per via di una sua amicizia con i suoi genitori.

    Freud ha coltivato per tutta la vita questa sua “passione”, anche quando si è seduto tra i banchi del Parlamento inglese.

    In quegli anni, il politico del partito liberale condivideva il suo ufficio con un altro deputato, Cyril Smith, anch’egli pedofilo, un vicinato scelto con ogni probabilità proprio per i comuni “interessi” dei due uomini.

    I pedofili si riconoscono all’istante e amano aiutarsi, e soprattutto ricattarsi, gli uni con gli altri per preservare così il loro potere e gli inconfessabili segreti della loro setta.

    Una volta appreso che Freud, l’uomo che si era offerto di aiutarli nella ricerca della loro bambina, era un pedofilo, i McCann sono rimasti a dir poco sconvolti e i sospetti su un coinvolgimento dell’uomo nel rapimento hanno iniziato a farsi sempre più forti.

    Freud è morto due anni dopo il rapimento di Madeleine.

    La sua famiglia che cadde dal pero quando venne diffusa la notizia della pedofilia del loro abietto parente, negò che Clement in quei giorni si trovasse nella sua villa a poca distanza dal luogo del rapimento di Madeleine, ma si parla di individui a dir poco “distratti” che hanno vissuto tutta la vita accanto ad un pedofilo incallito, probabilmente consapevoli delle sue perversioni, ben nascoste nell’alveo famigliare.

    La villa di Freud è poco distante dall’appartamento dove si trovava Madeleine

    C’è però un altro elemento che dimostrerebbe quantomeno la complicità attiva di Freud nel rapimento.

    Secondo alcuni fonti vicine all’FBI, il nipote di Sigmund Freud avrebbe messo a disposizione la propria villa a due suoi compagni di viaggio della rete pedofila, i Podesta appunto, ai quali era stata segnalata probabilmente dai loro informatori la presenza di un’ambita “preda” in una zona dove le attività pedofile pullulano.

    Il Portogallo è difatti una delle mete preferite del traffico pedofilo.

    Sono proprio quelli gli anni nei quali viene alla luce il pozzo nero dello scandalo dell’orfanotrofio Casa Pia di Lisbona, una istituzione che doveva dare riparo e aiuto ai bambini abbandonati, ma che in realtà era uno dei nidi dei vari predatori pedofili, tra i quali c’erano personaggi di “altissimo” profilo delle istituzioni portoghesi, tra i quali il diplomatico dell’UNESCO, Jorge Ritto, condannato a sei anni di prigione nel 2010.

    Madeleine dunque non è “evaporata”.

    Madeleine è stata vittima di una potente rete di pedofili che era operativa nel Paese da molto tempo e che aveva e ha una sua rete di informatori.

    Gli incroci della pedofilia sono però molteplici e c’è una traccia in questi giorni nei quali i files di Epstein che riguarda proprio Madeleine.

    Si tratta di una segnalazione del 2020 fatta da un informatore all’FBI che vide nel 2009 una donna in compagnia di una bambina, la cui descrizione coincide con quella della bambina inglese.

    La segnalazione giunta all’FBI

    La testimone riferisce agli agenti federali che la donna con la bambina aveva molta fretta di allontanarsi da quel luogo e che la sua presenza stava innervosendo molto la donna.

    Secondo la testimone, quella donna era Ghislaine Maxwell, figlia del famigerato Robert, spia del Mossad, morto in circostanze poco chiare, e stretta sodale di Jeffrey Epstein.

    Ghislaine era la madrina di tutti i traffici pedofili che ruotavano attorno ad Epstein, il quale aveva l’espresso compito di riprendere in video i vari potenti durante le loro “escursioni” pedofile e ricattarli così per conto dello stato di Israele, che ha fatto del ricatto una delle leve più dissuasive del suo potere.

    Madeleine quindi sembra passata dalle mani di questa rete.

    Avvistata prima con degli uomini la cui descrizione combacia con i Podesta,  e poi finita anche nella rete di Epstein, prima di andare incontro ad una sorte probabilmente tragica.

    Secondo alcune fonti, se ci si addentra nel mare oscuro del dark web, si può trovare un video nel quale si potrebbe vedere John Podesta uccide la bambina, per poi compiere il macabro rito del consumo del suo sangue, una disumana pratica sulla quale c’è purtroppo ampia letteratura nei circoli satanici di alto livello.

    I filmati della morte vengono chiamati in gergo film snuff, e sono molto ambiti dai vari pedofili e satanisti che si vendono e scambiano tale materiale tra di loro.

    Un posto nel quale forse si potrebbero cercare i resti di Madeleine potrebbe essere a questo punto il ranch Zorro di Epstein nel New Mexico, dove, secondo un ex dipendente della proprietà, due ragazzine straniere sarebbero state strangolate e seppellite nei paraggi.

    Il ranch Zorro

    Il satanismo si conferma in ogni caso una sorta di minimo comun denominatore di questo mondo.

    Senza di esso, non c’è possibilità di comprendere qual è la natura perversa che domina queste persone e che le spinge a fare pratiche che qualsiasi normale persona aborrirebbe.

    Gli uomini delle elite non sembrano però nemmeno occultare troppo le loro “passioni” in certe occasioni.

    Amano nasconderlo in piena vista, in omaggio ad una certa regola massonica.

    Se si fa una visita nel salotto di casa di Tony Podesta, ad esempio, si trovano della sculture a dir poco inquietanti, come quella che si vede qui sotto.

    Una figura piegata in una strana posa che è la stessa identica posa nella quale il famigerato cannibale di Milwaukee, Jeffrey Dahmer, poneva alcune delle sue vittime, prima di smembrarle, asportarne gli organi per consumarli, e, infine, per concludere la galleria degli orrori, per mettere da parte i loro scheletri in una serie di attività di carattere chiaramente satanico.

    Le pose delle vittime di Dahmer e le sculture di Podesta

    Tony Podesta però sembra avere gusti di questo tipo.

    Tra le opere della sua collezione, si trovano quelle dell’artista serba, Biljana Djurdjevic, dove si vedono dei bambini legati, chiaramente impauriti, e messi contro un muro.

    Scene di vita vissuta?

    Se si considera il profilo dei personaggi coinvolti, è molto probabile, ma intanto i documenti di Epstein hanno dimostrato ancora una volta una verità che gli organi di stampa hanno cercato di negare pervicacemente negli anni passati.

    La pedofilia è un’attività che viene praticata nelle sfere più alte del potere.

    Il vero potere che ha governato questo mondo è quello rappresentato dalla rete pedofila mondiale.

    Fonte: https://www.lacrunadellago.net/i-files-di-epstein-il-pizzagate-e-il-rapimento-di-madeleine-la-piccola-nelle-mani-di-ghislaine-maxwell/


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