L’ombra di Epstein raggiunge anche la Svizzera
Recenti scoperte sui contatti di Jeffrey Epstein con la banchiera Ariane de Rothschild e il direttore del WEF Börge Brende rivelano la profondità della sua influenza negli ambienti del potere svizzero, sollevando nuovi interrogativi sulla sua rete di relazioni globali.
Il servizio di tv svizzera
L’influenza di Jeffrey Epstein continua a emergere a distanza di anni dalla sua – per alcuni presunta – morte, estendendosi anche alla Svizzera e ai suoi centri di potere. Nuove rivelazioni infatti riportano al centro della scena i rapporti tra il finanziere statunitense e due figure di primo piano: la banchiera ginevrina Ariane de Rothschild e il direttore generale del Forum economico mondiale di Davos (WEF), Börge Brende. Una rete fatta di relazioni, incontri e scambi che solleva nuove domande sul ruolo che Epstein ha saputo giocare negli ambienti dell’élite globale.
Alcune email recentemente rese pubbliche indicano che tra il 2013 e il 2019 Epstein avrebbe avuto contatti regolari con Ariane de Rothschild, oggi presidente del gruppo Edmond de Rothschild. Non solo interazioni professionali: i messaggi suggerirebbero che Epstein offrisse consigli strategici, si esprimesse su questioni bancarie sensibili e intervenisse persino su dinamiche interne alla famiglia. Una sorta di consigliere informale, presente ben oltre il perimetro delle relazioni d’affari.
La banca conferma che i contatti con Epstein erano di natura professionale, mentre Ariane de Rothschild sostiene di non aver mai avuto conoscenza delle attività criminali dell’uomo, condannato negli Stati Uniti per reati sessuali.
Intanto, un secondo filone tocca il WEF. L’istituzione ha avviato una verifica interna sui rapporti che il suo CEO, Börge Brende, ha intrattenuto con Epstein tra il 2018 e il 2019. Brende parla di semplici incontri sociali e di qualche scambio di messaggi nell’ambito delle interazioni tipiche tra leader internazionali. Afferma inoltre di non essere stato al corrente del passato criminale di Epstein, pur ammettendo che avrebbe potuto effettuare controlli più rigorosi e rammaricandosi per non averlo fatto.
Due vicende distinte, ma unite da un elemento comune: la sorprendente capacità di Epstein di frequentare, per anni, i salotti del potere politico ed economico globale senza attirare sospetti. Anche in Svizzera, la sua rete di relazioni continua a sollevare interrogativi che attendono ancora risposte.
Fonte: https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-svizzera/lombra-di-epstein-raggiunge-anche-la-svizzera/90900213
IL GRUPPO ROTHSCHILD È DENTRO FINO AL COLLO NEGLI EPSTEIN FILES
Esiste un legame profondo tra Jeffrey Epstein e la famiglia Rothschild. Questo emerge in maniera piuttosto nitida dalle email diffuse a fine gennaio dal Dipartimento di giustizia americano.
Epstein era il consulente personale di Ariane de Rothschild
In particolare ci sono stati contatti personali tra il faccendiere americano e Ariane de Rothschild, moglie del defunto Benjamin de Rothschild e amministratrice delegata della banca Edmond de Rothschild Group. Una relazione di confidenza, amicizia e lavoro andata avanti almeno dal 2013 al 2019: Jeffrey Epstein sembra aver svolto il ruolo di consulente personale di Ariane de Rothschild e si presentava in giro per il mondo come rappresentante della banca svizzera.
I due si sono incontrati decine di volte, lei ha soggiornato nelle proprietà del finanziere americano e sembra avergli chiesto, in più occasioni anche pareri e consigli personali. Secondo le ricostruzioni il gruppo Rothschild avrebbe versato nelle casse di Epstein ben 25 milioni di dollari, una cifra da capogiro.
Come faceva a non sapere?
Eppure a email pubblicate, la posizione assunta da Ariane de Rothschild è stata quella del “non vedo, non sento, non parlo”. Secondo un portavoce della banca Epstein fu effettivamente un conoscente d’affari, tuttavia l’amministratrice delegata ha dichiarato di non essere stata conoscenza della sua condotta criminale, ribadendo una condanna netta e inequivocabile dei suoi comportamenti.
Una ricostruzione dei fatti che risulta piuttosto dubbia: la prima condanna nei confronti di Epstein per traffico di minorenni risale al 2008, ben cinque anni prima dell’inizio del rapporto di lavoro con Ariane de Rothschild. Viene davvero difficile credere che una delle banche più importanti al mondo non guardi con lo scanner il pedigree di uno dei suoi consulenti più fidati. Non finisce qui.
Il riciclaggio di denaro sospetto
Perché sempre dagli Epstein files è emerso un documento della Drug Enforcement Administration, in cui si certifica come il finanziere fosse sotto osservazione dell’FBI per riciclaggio di denaro sporco legato a droga e prostituzione.
Nel documento si parla di trasferimenti bancari per 50 milioni di dollari, tra il 2010 e il 2015, tra conti in Svizzera, Francia, Isole Cayman, New York e Isole Vergini americane, dove Epstein possedeva l’isola Little St. James.
E che cos’è successo il 18 dicembre 2015? La banca Edmond de Rothschild ha raggiunto un accordo di non prosecuzione con il Dipartimento di Giustizia americano: 45,2 milioni di dollari di multa per aver aiutato clienti americani a nascondere circa 1,8 miliardi di dollari in conti non dichiarati. Ora la banca svizzera dichiara di aver adottato misure per proteggere i propri clienti dalle conseguenze di queste rivelazioni, per ora però Ariane de Rothschild resta ancora al suo posto.
Fonte: https://www.byoblu.com/2026/02/27/il-gruppo-rothschild-e-dentro-fino-al-collo-negli-epstein-files/
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