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    Home»Attualità»El Mencho: caduta di un signore del narcotraffico e di un trafficante di esseri umani, il suo nome sarebbe presente anche nei files di Epstein, nei quali viene chiamato “il fornitore”
    Attualità

    El Mencho: caduta di un signore del narcotraffico e di un trafficante di esseri umani, il suo nome sarebbe presente anche nei files di Epstein, nei quali viene chiamato “il fornitore”

    27 Febbraio 202612 Mins Read
    El Mencho - caduta di un signore del narcotraffico e di un trafficante di esseri umani
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    In Messico, dopo la morte del boss messicano, Nemesio Cervantes, detto El Mencho, sembra di essere piombati in uno scenario purtroppo non molto dissimile da quello mostrato nella serie cinematografica Sicario .

    Il Messico è un Paese divenuto suo malgrado senza Stato.

    Lo Stato non è a Città del Messico, nel Palacio Nacional nel quale oggi risiede il primo presidente di origine ebraica, Claudia Sheinbaum.

    Lo Stato sono loro, i cartelli della droga, potentissime organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga, il traffico di esseri umani, di armi e ogni altra nefandezza che si può trovare nel sottobosco della criminalità internazionale.

    I cartelli sono divenuti da tempo i veri centri di potere all’interno del loro territorio.

    Sono loro che selezionano gli agenti di polizia, li addestrano e li utilizzano per eseguire le varie operazioni ordinate dai narcos.

    Se si guarda il film di Gianfranco Rosi, chiamato “El Sicario: room 164”, si apprende come nasce un membro del cartello.

    La storia del sicario “poliziotto”

    Il sicario che si vede in tale film è un uomo che è entrato nelle forze dell’ordine.

    Lì lavorava per il cartello, giustiziava persone nelle maniere più atroci, tra le quali, racconta il pentito della mafia messicana, c’è anche la pratica di bollirle vive, un trattamento “speciale” riservato in particolar modo alle spie, ai chivatos come li chiamano in America Latina.

    Il sicario veste la divisa della polizia federale, così che una larga parte di essa si ritrova ad essere una dipendenza a libro paga del cartello, e una sua milizia privata.

    Si può avere un saggio di tale rapporto proprio ascoltando una conversazione telefonica tra il Mencho e un poliziotto.

    La telefonata tra il Mencho e un agente di polizia

    Il boss lo comanda a bacchetta.

    Gli ricorda che è lui a pagarli, gli intima di smetterla di dargli la caccia, altrimenti lui e i suoi colleghi faranno una brutta fine, e il poliziotto replica mansuetamente che non opporrà alcuna resistenza agli ordini del potente narcos.

    L’iniziazione satanica degli uomini dei narcos

    C’è senza dubbio il potere del denaro che domina tale sistema, ma sopra di esso c’è, per così dire, una “filosofia” che infonde questo apparato e costituisce le sue regole.

    C’è una filosofia che richiede prove del fuoco atroci, senza le quali non si entra nei cartelli, e sono queste prove che definiscono la “cultura” e la identità di tali organizzazioni.

    Chi vuole entrare, deve iniziare a praticare il cannibalismo, primo passo necessario per un viaggio nel mondo dell’occulto.

    L’uomo del cartello è perciò prima di tutto un satanista, necessaria condizione il cui rifiuto porta alla morte, spesso brutale e dolorosa.

    Si comprende così perché nelle basi dei cartelli messicani siano stati trovati in abbondanza tutti i simboli del satanismo, quali pentacoli, statue del Bafometto,  bibbie sataniche e, se possibile ancora più inquietante, resti umani utilizzati per vari scopi.

    Qualche anno addietro, nel 2019, si ebbe un saggio della cultura satanica dei narcos.

    A Città del Messico, venne fatta irruzione da parte delle forze dell’ordine in un sito dei cartelli.

    L’altare satanico dei cartelli

    Venne trovato in quell’occasione un altare sul quale erano stati posti feti abortiti, resti umani delle varie vittime dei macellai dei sicari, accompagnati da simboli chiaramente di natura satanica utilizzati per evocare una sorta di fantomatica immunità ai proiettili da parte degli adepti del cartello.

    C’è evidentemente una strettissima relazione tra narcotraffico e satanismo, inesplorata dagli organi di stampa, i quali si guardano bene dal solo menzionare i riti che praticano le mafie, non solo quelle messicane, poiché si inizierebbero a sfatare molti falsi luoghi comuni sui boss, a partire da quelli diffusi da sedicenti “professionisti” dell’antimafia come Roberto Saviano.

    Ci sarebbe il serio rischio che si possa capire la vera matrice della criminalità organizzata, parte indissolubile del culto luciferiano che governa a sua volte la massoneria, struttura immediatamente superiore alle mafie.

    Il  potente boss del Cartel Jalisco Nueva Generacion (CJNG), il Mencho, era il capo di uno dei più potenti cartelli del Messico, ma anche, evidentemente, il leader di un’organizzazione terroristica di stampo satanico.

    I numeri del CJNG sono a dir poco impressionanti.

    Secondo le stime della DEA, i membri di questa organizzazione criminale sfiorano le 15mila unità, mentre altre stime parlano almeno di 30mila uomini.

    Un vero e proprio esercito.

    Un gruppo di spietati assassini addestrati duramente, sottoposti a orrende prove di lealtà, e armati fino ai denti, tanto che i cartelli hanno a loro disposizione missili anticarro, oltre che droni, visto che i narcos sono stati anche edotti sull’uso di tali tecnologie dai nazisti ucraini, anch’essi fedeli adepti del culto satanico.

    I veri signori delle droghe: l’establishment anglo-sionista

    C’è chiaramente un apparato ben più potente che ha partorito tale mostro.

    Ci si illude, o si resta rinchiusi nella mendace narrazione degli organi di stampa, se si pensa che i cartelli siano venuti fuori dal nulla, senza che una ben più potente struttura gli abbia consentito di diventare le potentissime organizzazioni che sono oggi.

    Se si ripercorre la storia del narcotraffico, quella vera, si apprende che già ai tempi della guerra delll’oppio in Cina, l’impero britannico, già divenuto in tale epoca un esercito privato nelle mani della famiglia Rothschild, voleva favorire il commercio delle droghe, gestito da famiglie imparentate con i citati banchieri originari di Francoforte, quali i Sassoon, ebrei sefarditi originari di Baghdad.

    David Sassoon, seduto, il primo narcotrafficante della storia

    Il traffico di droga non nasce evidentemente dal basso.

    Nasce dall’alto, da potenti famiglie di banchieri e finanzieri che si sono servite di una manovalanza reclutata ad hoc, ciclicamente sostituita, per spostare tonnellate di droga da un continente all’altro, qualcosa di impossibile senza la complicità della autorità di sicurezza navali e militari dei vari Paesi che ricevono tali enormi quantità di stupefacenti.

    Una volta che le droghe vengono vendute nei Paesi Occidentali si generano enormi profitti, e mentre le masse a poco a poco si inebetiscono alla ricerca dello stile di vita suggerito loro dai vari divi della musica e dello spettacolo, veri e propri agenti pubblicitari della drug culture, fenomeno concepito in vitro dai “filosofi” della scuola di Francoforte.

    C’è perciò un sistema, una macchina micidiale della quale fanno parte le banche e i servizi di intelligence anglo-israeliani, da sempre veri e propri leader della vendita della droga su scala mondiale.

    Si tratta di storia ufficiale, non di teorie elaborate sul momento.

    Se si consultano i documenti declassificati dell’FBI, si apprenderà che il famigerato membro della setta esoterica Skulls & Bones, George H. Bush, coinvolto nello scandalo pedofilo del Franklin Union e nel caso Epstein, è stato negli anni’60 colui che autorizzò e diresse per conto della CIA il traffico di eroina dal Sud-Est asiatico agli Stati Uniti.

    George H. Bush

    A Langley, non c’era una unità anti-droga.

    C’era una unità che gestiva la vendita degli stupefacenti, messi sugli aerei cargo pagati dall’agenzia di intelligence e pilotati da personaggi quali Barry Seal, ucciso negli anni’80.

    Lo stesso Pablo Escobar, signore della droga degli anni’80 e leader del famigerato cartello di Medellin, nasce su esplicita volontà dei servizi americani, senza i quali non sarebbe stato in grado di vendere nemmeno un grammo di cocaina, tantomeno di diventare uno degli uomini più ricchi del mondo, e autore di diversi attentati terroristici che insanguinarono la Colombia per quasi 15 anni.

    I sicari di Escobar non si addestravano da soli, non erano degli improvvisati assassini che si mettevano al servizio del narcotrafficante di turno.

    C’era un personaggio come il colonnello delle forze armate israeliane, Yair Klein, a fornirgli l’addestramento, su esplicita volontà del Mossad.

    Il colonnello Yair Klein

    I cartelli messicani sono soltanto l’ultima mutazione di un apparato che cambia pelle, ma non sostanza.

    Se si guarda alla loro storia, alle loro entrature, si trovano sempre loro.

    Si trovano le agenzie di intelligence dello stato di Israele.

    Israele è lo stato che ha dato più armi ai cartelli dal 2006 al 2018.

    Secondo quanto riferito dal giornalista messicano Oscar Ramirez, a insegnare a Santiago Meza, sicario del cartello di Tijuana, detto il pozolero, per la sua particolare “abilità” nel bollire le proprie vittime, sono stati sempre gli israeliani.

    Meza è stato messo su un aereo partito da Città del Messico e sbarcato nello stato ebraico, laddove ad attenderlo c’erano uomini dei servizi israeliani, che hanno edotto lui e altri sicari messicani sull’”arte” di smembrare i corpi e far sparire le loro parti attraverso l’uso dell’acido cloridrico.

    Israele sforna questi macellai.

    Li usa per i propri scopi, tra i quali c’è quello di alimentare la fornace del narcotraffico e del terrorismo, se si considera che il Mossad risulta aver addestrato anche diversi militanti dell’ISIS, iniziati alle stesse pratiche e tremendamente simili nei metodi di esecuzione ai loro colleghi dei cartelli messicani.

    Si nota nelle due organizzazioni la stessa brutalità, la stessa capacità di giustiziare le loro vittime attraverso squartamenti, scuoiamenti , decapitazioni varie, senza trascurare che tra i manuali dell’ISIS, sono state rinvenute delle linee guida che raccomandavano il consumo di carne umana dei propri nemici, a dimostrazione della natura satanica di tale organizzazione.

    Israele vuole nutrire questo mondo, addestrarlo e utilizzarlo al meglio per i propri interessi, anche se a volte non mancano i dissapori, come capitò qualche anno addietro, quando i narcos messicani uccisero due israeliani che avevano il compito di lavare il denaro sporco dei cartelli, probabilmente finito in qualche tasca che non era quella voluta dai trafficanti.

    Il denaro dei cartelli è senza dubbio un enorme flusso di denaro sporco.

    Sono decine di miliardi di dollari che passano dalle mani dei sicari a quelle dei colletti bianchi di banche molto vicine a Israele, come Barclays e JP Morgan, lavatrici dei soldi sporchi di sangue e droga che vengono rimessi nell’economia legale attraverso il necessario contributo di “rispettabili” banchieri, veri e propri indispensabili alleati degli assassini che terrorizzano il Messico da decenni.

    Un insider quale l’olandese Roland Bernard lo spiegò nel 2018.

    Roland era un agente del mondo di mezzo.

    Lui aveva il compito di prendere questi soldi, e ripulirli in varie attività.

    Doveva assicurarsi di pulire questi proventi sporchi per poi restituirli nelle mani di chi gli aveva consegnato tali cifre, fino a quando Roland non ha avuto una crisi di coscienza.

    Roland è crollato nel momento stesso in cui iniziò a salire i vertici di quel sistema che serviva fedelmente.

    E’ crollato quando vide che tali élite sono dedite al culto satanico e alla perversione pedofila.

    C’è costantemente tale devianza in questa malata gerarchia di occultisti che ha governato gli affari internazionali per lungo tempo.

    El Mencho: narcotrafficante e uomo della rete pedofila

    C’è la pedofilia, e lo stesso Mencho sembrava essere molto di più che un narcotrafficante.

    Secondo diverse fonti americane, in particolare uno dei profili di Mr. Pool, già in grado di anticipare diversi scenari politici, Nemesio Cervantes sarebbe stato un procacciatore di bambini per il potere dell’alta finanza e dell’establishment anglo-sionista.

    El Mencho

    Il suo nome sarebbe presente anche nei files di Epstein, nei quali viene chiamato “il fornitore”, ovvero l’uomo incaricato di portare bambini e bambine sull’isola del miliardario pedofilo, laddove si recavano potenti di tutto il mondo, a partire dai membri della famiglia Windsor come il principe Andrea, l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, e l’uomo dei vaccini e magnate di Microsoft, Bill Gates, il quale oggi prova a “scusarsi” della sua stretta frequentazione con Epstein , ma solo perché ormai divenuta di dominio pubblico.

    Il Mencho aveva apparentemente dunque anche tale ruolo.

    Secondo le citate fonti, l’ex leader del CJNG, aveva con sé una lista di clienti.

    Gli uomini delle forze speciali messicane ed americane che hanno fatto irruzione nel luogo dove si nascondeva hanno trovato nel suo computer un file criptato chiamato “clientes”.

    Lì ci sarebbe stata la lista dei clienti del Mencho.

    Sono i divi di Hollywood, alti dirigenti dei servizi angloamericani e israeliani, uomini d’affari newyorchesi, politici e lobbisti di Washington DC, tutti accomunati dalla pratica della pedofilia e dall’utilizzo del sangue e degli organi di bambini innocenti, sacrificati per consentire a tale deviata elite di inseguire il mito della eterna giovinezza, vera e propria ossessione di tali malati individui.

    Su questa lista, ci sarebbe stata una accesa disputa per decidere a chi doveva andare tale devastante prova sui clienti del boss messicano, ma alla fine ad avere la meglio sarebbero state proprio le forze speciali americane, decisive per consentire l’intera riuscita dell’operazione.

    Su alcuni siti di informazione, è stato affermato che Claudia Sheinbaum avrebbe ordinato ai militari messicani di uccidere il Mencho, che gli Stati Uniti invece volevano prendere vivo.

    Secondo quanto affermato dalla deputata messicana Lilly Tellez, la stessa Sheinbaum è a libro paga dei cartelli.

    La Sheinbaum è senza dubbio una espressione dell’apparato globalista e finanziario che vuole che il suo Paese continui ad essere una centrale del narcotraffico, e un luogo di smistamento degli immigrati clandestini che cercano di entrare negli Stati Uniti, altra attività molto redditizia per i cartelli.

    Se l’assassinio del Mencho è stato voluto dai suoi contatti eccellenti per metterlo a tacere per sempre, qualcuno forse si illude.

    Ci sono altri voci che possono parlare.

    Ci sono più di 100 leader dei cartelli fatti arrestare dal dipartimento di Giustizia americano, tra i quali il figlio e il fratello dell’ex leader del CJNG, e ci sono poi le citate liste dei clienti del boss del potente cartello, senza trascurare il fatto che Jeffrey Epstein aveva nascosto altri files in sei magazzini sparsi negli Stati Uniti, sulle cui tracce potrebbe essere già il dipartimento di Giustizia di Pam Bondi.

    Ci sono documenti e carte che stanno parlando, e che stanno provocando un terremoto senza precedenti nelle cancellerie europee, soprattutto nella casa reale inglesi.

    Ce ne sono altre che possono provare come i primi alleati dei narcos siano i signori dello stato profondo e dell’alta finanza.

    Sono carte e prove che sono nelle mani di uno dei peggiore nemici di questi poteri.

    Sono carte e prove che sono nelle mani di Donald Trump.

    fonte: https://www.lacrunadellago.net/el-mencho-caduta-di-un-signore-del-narcotraffico-e-di-un-trafficante-di-esseri-umani/


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