Art: ilfattoquotidiano
Dal patto milionario ai segreti di Stato inviati a Epstein: tutte le accuse che hanno portato all’arresto dell’ex principe Andrea
Non è bastato l’accordo da 12 milioni di sterline con Virginia Giuffré. Dalle e-mail riservate del governo britannico condivise con il faccendiere, fino agli ingressi a Palazzo garantiti a Weinstein e a una spia cinese: il crollo definitivo del fratello di re Carlo III
Il fratello del re di Gran Bretagna festeggia il suo 66esimo compleanno in stato di fermo, dopo essere stato arrestato e prelevato dalla polizia nella sua casa del Norfolk per sospetto comportamento scorretto nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche. La presenza della giustizia a corte non è un inedito per la famiglia reale britannica, ma certo mai si era raggiunto uno scandalo di tale portata. La sorella del sovrano, principessa Anna, nel 2002 era stata condannata penalmente perché il suo cane aveva morso due bambini. Harry entra ed esce dai tribunali per chiedere risarcimenti ai tabloid accusati di aver violato la sua privacy. Il precedente più eclatante, però, risale al 1649 quando re Carlo I fu condannato a morte e decapitato aprendo alla breve parentesi repubblicana della storia della Gran Bretagna. Suo figlio salì al trono, dopo una fuga, con il nome di Carlo II. Oggi il Re deve fare i conti con la nuova lezione impartita dalla storia che, per dirla con le parole del primo ministro Keir Starmer spiega che: “nessuno è al di sopra della legge”. L’ex principe Andrea ed ex duca di York di aver mentito davanti al suo popolo e davanti alle telecamere della BBC rispetto alla sua effettiva relazione con il faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein. La sua grande accusatrice, Virginia Giuffre’, aveva fatto il suo nome, aveva mostrato la loro foto, abbracciati, mentre si trovavano a Londra a casa della complice di Epstein, Ghislaine Maxwell e aveva affermato di essere stata costretta ad avere almeno tre rapporti sessuali con lui quando ancora 17enne. Grazie ai soldi versati dalla regina Elisabetta II (con un contributo di Carlo III), la vicenda si era chiusa nel 2022 con un accordo extragiudiziale ed il versamento di 12 milioni di sterline per la fondazione creata da Giuffre’ a sostegno delle vittime di violenza.
Ma questo non è bastato. Lentamente ed inesorabilmente, il vaso contenente i segreti di Andrea Mountbatten-Windsor ha continuato a fare acqua da tutte le parti. Il fratello del sovrano, nonché figlio prediletto di Elisabetta II, era stato a lungo incaricato dal governo britannico di occuparsi di svolgere missioni per aprire prospettive per il business e gli investimenti. Andrea aveva anche fondato una organizzazione “Pitch @ the Palace” che creava connessioni tra possibili investitori e start up emergenti portando a corte personaggi di ogni genere. La polizia inglese, lo scorso anno, ha accusato il cittadino cinese Yang Tengbo di essere una spia e di operare per conto di Pechino, e quella stessa persona era stata accolta dai sovrani a corte e nei luoghi che contano, grazie al lasciapassare di Andrea. Ma la questione non aveva ancora portato a procedimenti contro di lui.
Non solo, durante le sue ripetute missioni all’estero, come quelle svolte in Asia ed in Afganistan, il fratello minore di re Carlo III nel 2010 aveva condiviso i report delle attività condotte per conto del governo con la mail di Jeffrey Epstein, violando così l’obbligo di riservatezza richiesto dalla sua posizione, il segreto d’ufficio, e mettendo a rischio la stessa sicurezza nazionale. Quel medesimo atteggiamento, lo scorso settembre, era costato il licenziamento all’ex ambasciatore a Washington nominato dal governo Starmer. Oggi Peter Mandelson è chiamato a rispondere di quelle stesse violazioni davanti alla polizia che ha aperto un fascicolo su di lui. Andrea Mountbatten-Windsor non poteva pensare di farla franca. Le foto, gli scambi di email costanti con il predatore sessuale americano, tutte emerse con la pubblicazione degli Epstein Files, hanno messo a nudo colui che era un principe. Andrea avrebbe chiesto ed ottenuto dall’amico di ricevere donne per soddisfare i suoi istinti sessuali mentre si trovava a Londra, in missione e in compagnia di Epstein. I suoi ospiti, tra questi anche il produttore americano Harvey Weinstein, oggi in carcere per violenza sessuale, avrebbero avuto accesso ai palazzi reali grazie al lasciapassare di una persona alla quale non si poteva dire di no e che oggi dovrà rispondere della sua condotta davanti alla Polizia. La commissione americana che sta conducendo l’inchiesta sul caso Epstein aveva ripetutamente invitato Andrea a recarsi a deporre per aiutare a raccogliere prove e indizi. In questi anni Andrea non ha mai collaborato, non si è mai scusato e ha sempre negato ogni addebito proclamandosi innocente. La famiglia reale ha sperato di nascondere la sua pecora nera deportando Andrea in un piccolo cottage delle campagne del Norfolk, ma anche questa decisione è arrivata solo dopo che il Times ha scoperto come il principe stava vivendo da oltre 20 anni in una magione, non di proprietà della famiglia reale, ma concessa in uso come fu per la regina Madre, senza pagare l’affitto alle casse dello Stato.
L’erede al trono pare non abbia mai smesso di fare pressioni sul padre affinché si liberasse di quella figura che era una macchia per la corona, ma, secondo alcuni esperti di cose reali, Carlo III avrebbe sempre tentennato nell’usare le maniere forti per continuare a proteggere quel fratello disgraziato, così come aveva sempre fatto sua madre. Di nuovo, erano state le pressioni mediatiche e le mosse del parlamento, lo scorso ottobre, a spingere il sovrano a togliere al fratello tutto i titoli e le onorificenze e a dargli uno sfratto esecutivo. Ma tutto questo non poteva bastare a fronte della continua fuoriuscita di elementi che chiedono ad Andrea di dare risposte, questa volta dicendo tutta la verità.
Art. vaticannews
Regno Unito, arrestato l’ex principe Andrea Windsor-Mountbatten
Andrea Windsor-Mountbatten, fratello di Re Carlo III, è stato arrestato dalla polizia britannica. Lo riportano la Bbc e altri media inglesi parlando di un’operazione scattata poco dopo le 8 di questa mattina. L’arresto è avvenuto a Wood Farm, ex residenza del principe Filippo, nella tenuta reale di Sandringham, dove si era trasferito in seguito alle rivelazioni sul suo coinvolgimento negli Epstein files. Recentemente privato del titolo di principe Andrea Windsor, 66 anni oggi, è accusato di aver condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein – il finanziere accusato di abusi sessuali e traffico di minori, morto in circostanze sospette in carcere nel 2019 – nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra in Asia. Le informazioni in questione sarebbero state scambiate fra il 2010 e il 2011 quando l’ex duca di York era ancora membro attivo della famiglia reale.
La giustizia faccia il suo corso
“La giustizia faccia il suo corso, la famiglia reale continuerà a svolgere il suo dovere”: così Re Carlo III ha commentato la notizia dell’arresto di suo fratello mentre solo due giorni fa il premier britannico, Keir Starmer, aveva affermato che “nessuno è al di sopra della legge nel Regno Unito”. Il fermo – che secondo le regole della procedura britannica sulla custodia cautelare può durare al massimo 96 ore – arriva nell’ambito di un’indagine che ipotizza reati gravi, tra cui l’abuso d’ufficio. Al momento dunque l’ex principe non risulta né incriminato né formalmente accusato. L’inchiesta che lo riguarda si aggiunge ad altri otto filoni d’indagine aperti o riaperti dalla polizia britannica sui potenziali riflessi dello scandalo Epstein nel territorio del Regno Unito. Filoni che riguardano pure sospetti di traffico sessuale.
Fonte: https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-02/regno-unito-epstein-files-andrea-windsor.html
Siamo entusiasti di comunicarvi la partnership tra Oggi Notizie e Anime Libere, un social libero da CENSURE, Intelligenza Artificiale, e algoritmi di controllo. Con il nuovo social Anime Libere hai la possibilità di pubblicare tu stesso notizie e argomenti di tuo interesse, aprire gruppi pubblici o privati e interagire con tutti gli iscritti attraverso una chat in tempo reale. Anime Libere preserva e promuove la possibilità di esprimersi e condividere opinioni, incoraggiando una discussione rispettosa e civile tra gli utenti.
Anime Libere non solo è totalmente gratuito, ma chi volesse sostenere il progetto sottoscrivendo un abbonamento avrà la possibilità di GUADAGNARE invitando amici ad iscriversi e monetizzare tramite i contenuti che pubblicherà














