Allerta sicurezza nelle basi Nato e Usa in Italia a causa dell’attacco sferrato contro l’Iran. E prezzo di benzina e diesel già schizzati alle stelle.
Forse non siamo in guerra, forse l’Italia non è formalmente in guerra – come dicono la premier Giorgia Meloni e il ministro della difesa Guido Crosetto – ma di sicuro ne stiamo subendo i primi effetti.
Allerta sicurezza ed allerta economia. L’Iran ha disposto la chiusura logistica dello stretto di Hormuz. I transiti sono diminuiti dell’80%. Più di mille petroliere e navi cargo (dati del Lloyd’s di Londra) sono ferme fuori dallo stretto in attesa di istruzioni.
Hormuz è il “collo di bottiglia” più importante del mondo. Da là passa il 20% del petrolio globale e il 20-25% del Gas Naturale Liquefatto, fondamentale per l’Italia (soprattutto quello proveniente dal Qatar).
E questo si traduce e tradurrà in meno risorse e più costi in bolletta e alla pompa. Prezzi alle stelle. In alcune stazioni di servizio il costo del diesel al litro è già a 2 euro. Un danno per automobilisti e autotrasportatori, quindi per tutto il settore logistica.
E il timore è che siamo solo all’inizio. A pesare sono anche gli incrementi per consumi di case e industrie, con l’evidente rischio di speculazione, visto che l’Italia non mancherebbe di scorte energetiche.
Al caro prezzi sarà dedicata una seduta speciale del consiglio dei ministri, la prossima settimana. La premier Meloni ha detto: “”Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”.
Intanto la guerra non si ferma e rischia anzi di essere molto più lunga del previsto.
Israele e Usa vogliono il cambio di regime. E si parla di attacco di terra. Solo che Donald Trump vuole evitare di inviare soldati americani.
Punta sull’invio di milizie curde. “Penso che sia meraviglioso che vogliano farlo” ha dichiarato, lasciando intendere che si siano proposti loro quale testa di ponte per un attacco all’Iran.
Curdi che – ricordiamo – sono stati addestrati anche da militari italiani. Da 14 anni ci occupiamo noi dell’addestramento dell’esercito peshmerga nel Kurdistan iracheno.
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