L’Italia sta finalmente discutendo una questione che non avrebbe mai dovuto essere controversa: a chi appartiene l’oro della nazione?
Esistono due semplici risposte:
- Il popolo, con lo Stato come amministratore
- La banca centrale, che opera al di sopra della portata democratica
Quando il partito di Meloni ha chiarito che i 300 miliardi di dollari in oro dell’Italia appartengono alla nazione, non a un’istituzione tecnocratica, la Banca Centrale Europea ha reagito come se fosse stato superato un limite proibito.
Perché nel momento in cui un governo ne rivendica la proprietà, anche solo a parole, tocca il nervo scoperto al centro della roccaforte finanziaria dei globalisti.
L’Italia non può stampare la propria moneta, ma detiene una delle più grandi riserve auree del mondo, e l’oro è l’ultimo vero punto di riferimento del potere monetario.
Il semplice fatto di discutere su chi ne sia il proprietario rivela una verità silenziosa: la ricchezza, la politica e il futuro delle nazioni sono in realtà nelle mani di banchieri non eletti.
Non è ancora cambiato nulla, ma la discussione stessa è segno di un cambiamento molto importante per quanto riguarda la sovranità delle nostre nazioni.
Laura Aboli
Fonte: https://x.com/LauraAboli_X/status/1995507968096309533















